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Baiano: La scomparsa di Stefano Masi

Nella mattinata del 23 luglio i funerali nella Chiesa parrocchiale di Santo Stefano. Di Gianni Amodeo del 22 \ 07 \ 26.

Da qualche anno, Stefano Masi si era trasferito a Milano, dove vivono e lavorano, nell’esercizio delle loro professioni, le figlie Mariangela e Samantha con le rispettive famiglie.  Un desiderio di  saldo legame e spiccata vicinanza familiare, vissuto con  intensità e slancio di forte affetto, restando, tuttavia, in costante e stretto contatto con gli amici di sempre e de  LIncontro, il Circolo Socio- culturale di via Luigi Napolitano, di cui è stato  socio fondatore, alle cui iniziative e manifestazioni di… cultura e varia umanità, secondo consuetudine e… statuto, partecipava con proficua attenzione e motivato interesse,  e che frequentava, con assiduità, segnatamente nelle ore mattutine, per la lettura dei giornali, con predilezione per le pagine sportive. Un rapporto di assidua vicinanza e cortese frequentazione che Stefano curava con dedizione e garbo, facendo leva sulla generosità che gli era innata. Un rapporto spezzato che ben vive nei ricordi e nel retaggio che Stefano Masi lascia di sé, specie in coloro che hanno avuto modo di conoscerlo.

Stefano era per tutti Fanuccio e Vascio a Via Nova, a voler indicare il toponimo del palazzo, dove risiedeva la famiglia, nel tratto terminale di via Roma, con prospetto affacciato sulla lunga curva in asfalto della circumvallazione esterna, disegnata dalla Strada statale della 7bis… Aveva compiuto 86 anni, Fanuccioe Vascio a Via Nova  Ed è stato un modello di laboriosità, proiezione e riflesso  della rigorosa formazione culturale e professionale, acquisita quale perito chimico, nello storico e sempre performante Istituto statale industriale Leonardo da Vinci, a Napoli. Un importante e qualificato livello di formazione tecnicoprofessionale, per il quale, ha lavorato per quaranta anni nell’assetto produttivo della Birra Peroni, nello stabilimento, realizzato con innovativi criteri di architettura industriale, a Miano, negli anni ’50 del secolo scorso nella Napoli che si rianimava nel dopo-guerra.

Fanuccioe Vascio a Via Nova, come i tanti della generazione di fine anni ’30 e degli iniziali anni ’40, aveva vissuto gli anni della fanciullezza, dell’adolescenza e della prima giovinezza in quella straordinaria palestra di relazioni interpersonali e comunitarie, ispirate dalle istanze ideali cristiane, qual è stata, nella piccola realtà del contesto locale nostrano, la Gioventù Italiana dAzione Cattolica, ancorata alle attività parrocchiali della Chiesa dedicata a Santo Stefano. Una palestra di conoscenza, ascolto e dialogo, sport e tanta dedizione alla montagna e alla natura.

Fanunccioe Vascio a Via Nova, al di là dell’iscrizione all’albo doro dei…tifosi del Baiano Calcio, è stato un escursionista di gran passo, e ce n’è un cospicuo e bel   numero di escursionisti nell’area nostrana, da Adolfo De Gennaro, ora in stand by, a Stefano Lanziello, da Vincenzo Lippiello a Paolino Albertini e via seguendo. Ed ha fondato l’Ars et Labor, per dire vari capitoli-dossier di un virtuoso trentennio di volley, handball, Settimane sportive al Bellofatto, competizioni podistiche, con il sigillo dorato della partecipazione alle tornate di finale nazionali dei Giochi della Gioventù, al Foro Italico, a Roma, con Angelina Litto, Maria Rosaria Lippiello e Peppino Masi 

Alla moglie Anna Maria Meo, alle figlie Mariangela e Samantha, alla sorella Ginetta, a tutti i congiunti e nipoti le condoglianze della Direzione e del gruppo redazionale de ilmeridiano.net.

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