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Palma Campania: Vincenzo Russo, eroe che pensa, eroe che agisce

Servizio di Michela Buonagura del 20.06.2026.

Nel trentennale della sua costituzione, il Gruppo Archeologico Terra di Palma ODV ha celebrato, il 16 giugno 2026, il 256° anniversario della nascita di Vincenzo Russo presso la casa natale del martire della Repubblica Napoletana del 1799, nel cuore del centro storico di Palma Campania, in vicoletto Russo, strada a lui intitolata nel 1873. L’iniziativa si è svolta con la collaborazione degli abitanti del Quartiere Monualdo e della Corale Polifonica della Scuola Civica Musicale, diretta dal maestro Francesco Sorrentino.

Dopo i saluti istituzionali, il sindaco Nello Donnarumma e la vicesindaca e assessora alla Cultura Elvira Franzese hanno espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando il prezioso ruolo delle associazioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio. Hanno inoltre evidenziato l’importanza di mantenere viva la memoria di Vincenzo Russo, figura di primo piano della Repubblica Napoletana del 1799, affinché il suo pensiero e il suo esempio possano continuare a rappresentare un punto di riferimento per le nuove generazioni.

Ha quindi portato il saluto del Quartiere Monualdo la professoressa Teresa Albano, che ha dato il benvenuto ai presenti e ha ringraziato il Gruppo Archeologico Terra di Palma ODV, prima di cedere la parola alla moderatrice, la dottoressa Maria Bettin.

Nel corso della relazione intitolata «Vincenzo Russo, eroe che pensa, eroe che agisce», il professor Enzo Rega ha illustrato la figura del patriota palmese come esempio di intellettuale capace di trasformare le idee in azione politica. Attraverso il confronto con Jean-Jacques Rousseau, teorico della Rivoluzione francese ma non protagonista diretto degli eventi rivoluzionari, ha evidenziato come Russo abbia saputo coniugare il pensiero con l’impegno civile, testimoniando con la propria vita una profonda coerenza tra ideali e azione.

Il professor Rega ha inoltre collocato Vincenzo Russo nel contesto dell’Illuminismo napoletano, ricordando come numerosi intellettuali dell’epoca, tra cui Mario Pagano, Domenico Cirillo ed Eleonora Pimentel Fonseca, non si limitarono all’elaborazione teorica delle idee, ma scelsero di impegnarsi direttamente nell’azione politica e rivoluzionaria. Dopo la Rivoluzione francese del 1789, il rapporto tra gli intellettuali riformatori e la monarchia borbonica si spezzò definitivamente, inducendo molti di loro a schierarsi in difesa della Repubblica Napoletana del 1799, fino al sacrificio della vita. In questo contesto, Vincenzo Russo si distinse per aver sostenuto una concezione della democrazia fondata sulla partecipazione popolare e sulla necessità di profonde riforme sociali, a partire dalla redistribuzione della terra ai contadini.

Il presidente del Gruppo Archeologico Terra di Palma si è poi soffermato su alcuni aspetti della biografia del rivoluzionario. Vincenzo Russo studiò giurisprudenza all’Università di Napoli per volontà del padre e si affermò come brillante avvocato. Animato dagli ideali illuministi e rivoluzionari, aderì alla Società Patriottica, impegnandosi attivamente nella causa della Repubblica Napoletana del 1799. La sua scelta ebbe pesanti conseguenze per i suoi familiari dopo la sconfitta repubblicana: i beni furono saccheggiati, i fratelli Pietro, Giuseppe e Gaetano subirono arresti e persecuzioni e i Russo persero progressivamente prestigio e patrimonio. Nonostante ciò, la memoria di Vincenzo fu custodita dai familiari e dalla comunità di Palma Campania, che nel 1889 gli tributò solenni onoranze pubbliche e gli dedicò una lapide commemorativa, ancora oggi simbolo del suo sacrificio in nome degli ideali di libertà.

Nel corso della celebrazione sono stati inoltre premiati gli studenti vincitori del Premio Vincenzo Russo 2025, ai quali sono state consegnate pergamene e pubblicazioni del Gruppo Archeologico Terra di Palma, in riconoscimento delle ricerche dedicate al pensiero e alla figura dell’illustre cittadino palmese.

A conclusione della manifestazione, i giovani impegnati nel Servizio Civile presso la Biblioteca Maria Maddalena Nappi hanno deposto una corona d’alloro, realizzata dall’artista Biagio Sorrentino, ornata da una grande coccarda sulla facciata della casa natale di Vincenzo Russo, mentre la Corale Civica intonava l’inno ufficiale della Repubblica Napoletana del 1799. Sulla facciata della casa natale del nostro è affissa la lapide con l’epitaffio composto nel 2007 dal compianto avvocato Gerardo Marotta, presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, a perenne memoria del patriota palmese.

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