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Pompei rilancia il dialogo tra ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico

Al via il VI Workshop Internazionale dedicato agli scavi e alle ricerche in corso. Si presenta il restauro del soffitto della casa con panificio nella Regio IX. I culti legati a Dioniso filo conduttore del festival teatrale Esopop, Ecstatic Pompei.

Pompei rilancia il dialogo tra ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico con il sesto Workshop Internazionale dedicato agli scavi e alle ricerche in corso, che si terrà giovedì 23 luglio, presso la Palestra Grande, a partire dalle ore 9,00 alle 10,30.

L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare, alle ore 18:30, il restauro del soffitto a volta della Casa con Panificio nella Regio IX, importante testimonianza della ricca decorazione delle dimore pompeiane e del tema dionisiaco.

I culti legati a Dioniso, oggetto delle più recenti scoperte archeologiche, saranno anche filo conduttore delle iniziative culturali del Parco, a partire dalla nuova edizione del festival teatrale Esopop, Ecstatic Pompei. La città dionisiaca, tra furore e misteri in programma da fine agosto per tutto il mese di settembre.

Pompei, dunque, torna a essere punto di riferimento per il confronto internazionale sulla ricerca archeologica con il sesto workshop “Pompei: scavi e ricerche in corso”, in programma giovedì 23 luglio, dalle ore 9:00, nell’Auditorium degli Scavi.

L’iniziativa rappresenta un’occasione di incontro tra le istituzioni e le università italiane e straniere impegnate nelle attività di ricerca all’interno del Parco archeologico, con l’obiettivo di fare il punto sulle campagne di scavo e favorire la condivisione dei risultati.

Il workshop è rivolto non solo agli esperti, ma anche agli studenti, ai visitatori e agli appassionati di archeologia.

Al termine dell’incontro sarà presentato il restauro del soffitto a volta del tablino (studio di rappresentanza) della Casa con Panificio nella Regio IX, esposto nella Palestra Grande.

L’intervento, condotto sui frammenti recuperati durante le indagini archeologiche, ha consentito di ricostruire oltre un quarto della composizione originaria, mantenendo però aperta la possibilità di ulteriori integrazioni grazie al proseguimento delle ricerche.

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