CAMPANIACRONACHE E DINTORNICULTURAi personaggi

Salerno: Al via “I Mercoledì Archeologici 2026” con lo storico dell’arte Antonio Braca

Il tema della serata ‘Problemi della pittura medievale in Campania in età longobarda (VIII-XI sec.) è stato sviluppato in maniera magistrale. L’annuncio della seconda conferenza del 14 gennaio e la riflessione di Felice Pastore, responsabile del Gruppo Archeologico Salernitano

Si è conclusa mercoledì 7 gennaio, in maniera del tutto positiva, la prima giornata del ciclo dei ‘I Mercoledì Archeologici 2026’ organizzati dal Gruppo Archeologico Salernitano APS, tenutasi nella sala della Casa del Volontariato – CSV Sodalis – Salerno.

Il tema della serata ‘Problemi della pittura medievale in Campania in età longobarda (VIII-XI sec.) è stato sviluppato in maniera magistrale dallo storico dell’arte, dott. Antonio Braca, che ha illustrato con una scenografica proiezione di fotografie l’arte figurativa in Campania e la sua provenienza dimostrando con grande chiarezza su come si sia trasmessa attraverso i secoli e su come sia arrivata da noi da luoghi lontani, avendo assorbito e rielaborato gli stilemi bizantini che troviamo presenti nella pittura longobarda tra VIII e XI secoli.

Sono stati tantissimi gli esempi di monumenti e i confronti di dipinti murali presenti in essi che il Braca ha presentato, spiegando su come le pitture bizantine, presenti nelle chiese siro-palestinesi, citando Monte Athos e la chiesa di San Giovanni a Müstair, etc. abbiano influenzato le pitture dei monumenti campani di età longobarda, come le nostre Sant’Andrea e Santa Maria de Lama, le pitture murarie della grotta di Olevano sul Tusciano e tante altre biunivoche corrispondenze storiche – artistiche bizantine – longobarde presenti nella nostra Regione.

Un folto pubblico di partecipanti e studiosi salernitani ha fatto poi da cornice alla notevole serata culturale nell’accogliente sala della ‘Casa del Volontariato’, gentilmente messa a disposizione dal CSV Sodalis e che sarà la sede dei successivi mercoledì archeologici a cominciare da mercoledì 14 gennaio con la conferenza della prof.ssa Angela Pontrandolfo – ore 18.30 – che parlerà del Centro etrusco – sannitico di Fratte.

A proposito di quest’ultima segnalazione il responsabile del Gruppo Archeologico Salernitano, nonché vicepresidente dei Gruppi Archeologici d’Italia, Felice Pastore fa una digressione.

“La conferenza della prof.ssa Angela Pontandrolfo doveva essere la prima in base a un preciso ordine cronologico, ma era stata forzatamente rimandata dopo l’infausta serata di dicembre dove, inaspettatamente e senza preavviso, si era trovata la porta chiusa della sede del Museo e Biblioteca Multimediale di Palazzo Fruscione, sede dove si sarebbe dovuta tenere la conferenza, gestita dal Cenacolo Letterario delle Arti e del Pensiero Razionale ‘Ferrante Sanseverino’, luogo dove già si erano tenuti tantissimi eventi della Fondazione Scuola Medica Salernitana. Il fatto era aggravato dall’aver tenuto in una serata fredda e piovosa, e per giunta al buio per mancanza di illuminazione, numerose persone in piedi, tra cui studiosi e professori universitari, davanti a una porta chiusa, increduli per l’accaduto senza aver potuto dare loro una spiegazione, se non dopo ore di attesa per venire poi a conoscenza che alcune funzionarie del Comune di Salerno, senza avvertire gli organi politici avevano stabilito di agire in questo modo.Per come sono andate le cose, in un primo momento spiacevoli a dir poco, in seguito il tutto ha trovato una soluzione positiva e di qui, quindi, ne esce con immagine negativa il Comune di Salerno, annullando con quella scriteriata azione i buoni rapporti che si erano costruiti in passato quando sosteneva la diffusione della Cultura nel Centro storico della Città.Un Centro storico che per anni è stato sollevato dall’incuria e dall’apatia degli uomini dal Gruppo Archeologico Salernitano APS, sempre presente dagli anni novanta in questi luoghi con iniziative culturali di promozione e valorizzazione di monumenti ivi ubicati, come il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte e palazzo Fruscione, tempi in cui tutti gli altri se ne disinteressavano ignorando totalmente la loro storia. Come sempre succede: a ‘tavola imbandita’ sono arrivati gli avvoltoi, se ne sono impossessati facendo valere la ragione del più forte, e tutti sono stati a guardare senza proferire parola, così per una sudditanza psicologica si è fermato quel processo di valorizzazione e promozione che pazientemente e con passione si stava portando avanti per portare questi Monumenti al riconoscimento del Patrimonio Mondiale dell’Umanità – UNESCO come beni eccezionali.Quindi, il problema è stato creato da chi ha permesso tutto questo, certamente non nostro. Noi abbiamo trovato sostegni e collaborazioni da altri, abbiamo la forza di andare avanti come abbiamo sempre fatto! Chi vuol capire, capisca!”.

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