
Marigliano/ Rossi Doria: Il giovanissimo autore Lorenzo Iossa incontra la classe 1ª del Turismo Sperimentale
L’occasione per presentare “Giovanni e Beatrice, i miei nonni – Storia di un legame che mi ha cambiato la vita”, Edizioni Neomediaitalia. Da prof.ssa Gerardina Sorrentino del 7 febbraio 2026.
Un incontro speciale ha animato la mattinata del 7 febbraio della classe prima dell’indirizzo quadriennale in Turismo Sperimentale, in quanto gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con Lorenzo Iossa, il giovanissimo autore del libro “Giovanni e Beatrice, i miei nonni – Storia di un legame che mi ha cambiato la vita”. Una biografia nata dall’affetto autentico per i nonni materni che Lorenzo ci ha fatto conoscere anche attraverso tante foto proiettate, realizzando il racconto di una vita, tra sacrificio e passione.
L’opera, pubblicata nel gennaio 2025 da Edizioni Neomediaitalia, non è solo una cronaca familiare, ma un vero e proprio atto d’amore verso le proprie radici. Lorenzo, adesso 18enne alle prese con il prossimo esame di maturità, ha spiegato ai suoi quasi coetanei come l’idea di scrivere la biografia dei nonni sia nata dal desiderio di “conservare un loro ricordo che non andrà mai perduto”. E durante il dibattito ha sottolineato l’importanza di approcciarsi alla scrittura e alla lettura in maniera serena ricordando Umberto Eco con la sua famosa massima, che “chi non legge vive una sola vita, chi legge ne vive 50000”.
Gli studenti sono rimasti particolarmente colpiti dal racconto della carriera di nonno Giovanni, un uomo che, nato in un’epoca di stenti e carestie, nel secondo dopoguerra, è riuscito a diventare un apprezzato progettista meccanico partendo dal lavoro nei campi. Lorenzo ha descritto con dovizia di particolari la dedizione del nonno presso l’azienda Presstrex, dove ha coordinato la progettazione di imponenti presse per l’industria automobilistica.
Dall’altro lato, la figura della nonna Beatrice ha offerto spunti di riflessione sulla resilienza femminile. Dalla sua abilità come sarta alla decisione di riprendere gli studi in età adulta, fino alla passione condivisa con il nipote per le partite a carte e la cucina tradizionale.
L’incontro è stato scandito da numerose domande e commenti personali che, ad un certo punto, hanno toccato il cuore di tutti quando uno degli studenti si è immedesimato nel sentimento di nostalgia provato da Lorenzo durante i suoi anni vissuti in Toscana, a Cascina, quando la distanza dai nonni era colmata solo dalle telefonate e dai sapori dei pacchi di prelibatezze spediti da Nola.
“In una generazione spesso descritta come priva di sentimenti veri, Lorenzo ci ha mostrato che il legame con il passato è ciò che ci rende unici”, ha commentato uno degli alunni durante il dibattito. L’autore ha infatti ribadito come per lui ogni istante trascorso con i nonni sia “oro”, un valore inestimabile da difendere contro l’indifferenza del tempo.
L’evento si è concluso con l’auspicio che la storia di Giovanni e Beatrice possa ispirare altri giovani a riscoprire il valore del dialogo intergenerazionale. Scrive Lorenzo nelle pagine conclusive del suo libro, “soffrire a volte aiuta a rafforzare una relazione”, e la sua opera è la testimonianza vivente di come un legame profondo possa trasformarsi in una potente spinta creativa.

















