
I Poveri, la Povertà, ieri e oggi
Riflessione di Carmine Magnotti su un “male” antico, tutt’ora attuale.
La visita ad ASSISI ti stimola a riflettere sulla Povertà, “Madonna Povertà” come la chiamava San Francesco. Molta della qualità morale di un popolo dipende da come si affrontano la povertà e i poveri.
I francescani, eredi di Francesco, non hanno solo scelto la povertà, hanno dato vita nel quattrocento alle prime banche popolari moderne: i monti di pietà. La povertà, infatti, si cura anche con le banche, perché dove non c’è banca c’è usura.
La povertà ha le sue competenze che possiedono coloro che vivono dentro la povertà. Chi legifera sulla Povertà non è povero e, quindi, incompetente.
I politici parlano della povertà, ma non hanno mai contattato un povero. Per prendere le misure contro la povertà si dovrebbero ascoltare i poveri veri, oppure i loro rappresentanti per vocazione: i francescani, le missionarie della carità di madre Teresa di Calcutta.
Le azioni di Francesco, a cominciare dalla rinunzia ai beni paterni, scaturiscono dalla sua scelta irrevocabile di essere povero.
La povertà imposta è ingiusta perché offende la dignità umana, ma quella scelta come liberazione dalle merci superflue per prediligere i beni essenziali produce felicità vera.
In Italia non abbiamo mai avuto poveri assoluti, quasi 5,6 milioni di persone il 9,4% della popolazione, e livelli di povertà sono inversamente all’età.
Aumenta il numero di persone che si rivolgono a enti assistenziali non solo per ricevere beni e servizi, ma anche per essere ascoltati e consigliati, perché la povertà non dipende solo dalla mancanza di lavoro.
Anche gli anziani soli, i reclusi, i malati, i drogati e i barboni, che d’inverno muoiono congelati perché senza riparo, sono poveri, ma la loro povertà non reclama risposte esclusivamente economiche perché hanno bisogno di compagnia, di ascolto paziente, di consigli.
La povertà si eredita molto più della ricchezza: il 59% di chi oggi è povero è cresciuto in famiglie povere perché l’ascensore sociale da tempo è bloccato.
Nella nostra società corriamo affannosamente per ottemperare alle nostre esigenze e non ci accorgiamo del prossimo che arranca e ha bisogno di essere preso per mano.
Le multinazionali si sono impadronite della gran parte della risorse della Terra con lo sfruttamento, la violenza e la corruzione.
Il loro patrimonio non è al sicuro perché i poveri sono arrabbiati e non si accontentano più delle briciole che cadono dal banchetto di Epulone.

















