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Tracce di storia: Il santuario di Cimitile e la più antica attestazione della festività della Natività di Maria

Dall’8 settembre del 1615 era celebrata la Natività della Beata Vergine Maria. Di Carlo Ebanista 8.09.2026.

Forse non tutti sanno che nel santuario di Cimitile la più antica attestazione della festività della Natività di Maria risale al 1615, allorché la solennità era celebrata nella basilica di S. Stefano.

In quell’anno nella chiesa, che era officiata due volte alla settimana grazie alle elemosine dei fedeli, si conservava un simulacro della Madonna che quindici anni dopo venne descritto come un’icona lignea dipinta e dorata.

Proprio in virtù della presenza di questa immagine, dal 1630 la chiesa fu definita anche chiesa dell’Incoronata, un’intitolazione che prese gradualmente il sopravvento su quella più antica di S. Stefano “seu lo Crucifisso”.

L’effigie “di Maria Vergine di rilievo”, segnalata sull’altare maggiore di S. Stefano nel 1644 e nel 1688, non viene più citata fino al 1792, quando Andrea Ambrosini annotò che era stata sostituita dalla “statua di Maria Vergine Incoronata”. Quest’ultima va forse identificata con il simulacro che dalla prima metà dell’Ottocento è conservato nella parrocchiale.

Per chi volesse saperne di più:

La parrocchiale di S. Felice nel complesso basilicale di Cimitile (Coemeterium, 1), a cura di C. EBANISTA, Napoli-Roma 1999.

  1. Mercogliano, C. Ebanista, Gli scavi degli anni Cinquanta e Sessanta nel complesso basilicale di Cimitile. Documenti inediti e nuove acquisizioni, in «Rendiconti dell’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti in Napoli», LXXII (2003), pp. 167-273.
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