
Stellantis, il futuro di Pratola Serra passa per il Molise
Senza l'impianto di produzione di batterie previsto a Termoli, la transizione ecologica dell'impianto irpino si allontana sempre di più. Servizio di Alessio Capone dal corriereirpinia.it del 27 Agosto 2024.
La conversione verso l’elettrico si fa progressivamente più necessaria, ma per Stellantis non è una priorità. Almeno in Italia. Nel corso del meeting di Rimini, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha riportato in auge lo scontro con la dirigenza del gruppo automobilistico: “Il governo ha fatto la sua parte, l’azienda no”.
La querelle però si sposta sulla Gigafactory di Termoli, un progetto da almeno 2 miliardi di euro per il quale il governo ha messo a disposizione 400 milioni attinti dai fondi del Pnrr.
Nella città molisana era prevista una riconversione dell’ex stabilimento di proprietà della Fiat in un impianto di produzione di batterie elettriche da 40 gigawatttora per circa 800mila auto all’anno.
La scelta della ACC, joint venture e tra Stellantis, Mercedes-Benz e Saft (gruppo TotalEnergies), di costruire il polo nel centro-sud Italia, oltre a quello in costruzione a Kaiserslauten in Germania, avrebbe dato linfa vitale a tutto l’indotto, salvo poi un brusco dietrofront che ha portato alla sospensione dei lavori fino a data da destinarsi.
“Se non ci risponde positivamente e velocemente sulla gigafactory di Termoli, dirotteremo altrove le risorse del Pnrr“, ha tuonato così il responsabile del dicastero, con una “minaccia” che suona tanto come un ultimatum.
A farne le spese è anche l’impianto Stellantis di Pratola Serra. Futuro occupazionale garantito fino al 2030 grazie alla produzione dei motori Euro 7 del gruppo commerciale, ma oltre questo orizzonte temporale, non esiste nessuna ipotesi di conversione industriale.
Per cui è importante la nascita di un centro di produzione nella vicina città del Molise, che dista dallo stabilimento irpino poco più di 150 chilometri. Insieme a quello di Pianodardine, rappresenta uno degli indotti automotive più importanti della Campania.
Intanto gli investimenti per la conversione ecologica al di là delle Alpi procedono spediti, dall’Inghilterra all’Ungheria, passando per la Francia. Intanto in Italia iniziano a fare capolino, come mai successo nella storia, i cinesi della Dongefeng Motors, colosso di produzione delle auto elettriche, con il benestare del governo.
Carlos Tavares e i vertici del Gruppo sono chiamati a dare un segnale positivo al territorio italiano. E l’Irpinia attende trepidante.

















