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Ostuni / Galleria Orizzonti Arte Contemporanea: “Alone” mostra di Dario Giancane

Presentazione e testo critico di Lara Gigante. Inaugurazione sabato 7 giugno, ore 19.00 - Piazzetta Cattedrale (centro storico) - Ostuni (Br). Apertura fino al 27 giugno 2025.

Desertificazione

La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura sabato 7 giugno 2025, alle ore 19.00, la nuova personale di Dario Giancane dal titolo Alone, presentata e accompagnata da un testo critico di Lara Gigante. L’esposizione esplora il paesaggio contemporaneo attraverso il prisma dei cambiamenti climatici e degli stati d’animo che caratterizzano l’essere umano oggi.

Il titolo della mostra è carico di una doppia interpretazione: in lingua italiana, suggerisce un’idea di isolamento e distacco, mentre in inglese evoca intimità e introspezione. Giancane, con una visione profondamente riflessiva, cattura l’essenza di un mondo in trasformazione, anticipando un futuro che sembra già intravedersi nei segni del presente. 

In fumo – Ossidazione su lamiera

Utilizzando lamiera ferrosa come materiale principale, l’artista crea opere che raccontano la continua ossidazione della natura, simbolo di un cambiamento in corso, ma anche di una possibilità di rinascita. La figura ricorrente della “casetta senza porte né finestre” diventa simbolo di un rifugio chiuso, ma anche di un potenziale nuovo inizio, che ci invita a riscoprire la connessione con ciò che ci circonda, prima che sia troppo tardi. È una riflessione che guarda al futuro, alla condizione dell’essere cosciente in un mondo che sta cambiando, ma che Giancane riesce a “prevedere” con straordinaria chiarezza e sensibilità.

Solo, come si legge nel testo che accompagna il percorso espositivo, è segno di ciò che, nonostante l’abbandono, può ancora resistere, trasformarsi, rigenerarsi. Anche l’allestimento si inserisce in questa prospettiva, non risolvendo la tensione, al contrario, prolungandola. Le opere, disposte come presenze mute, lasciano che sia lo spazio – nei suoi vuoti e articolazioni – a costruire una lettura. Ogni elemento è in relazione con l’altro senza gerarchia, come in un paesaggio disseminato, in cui l’orientamento non è dato da principio, ma va ricercato. Una condizione che si traduce in forma di invito a un’attenzione non centrata, periferica, dove la soglia tra soggetto e ambiente si fa porosa.

La mostra non è solo un’indagine sul paesaggio esterno, ma un’esplorazione dei paesaggi interni che abitiamo, segnati dalle sfide di un’epoca complessa. Le superfici arrugginite e le forme essenziali delle opere di Giancane parlano di un mondo che cambia, e invitano a riflettere su come possiamo ancora agire per rinnovarci, così come il paesaggio stesso sembra voler fare.

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