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ARPAC SPAZIO AMBIENTE: L’INCENDIO DI AIROLA

I primi risultati dei monitoraggi Arpac. Le attività ancora in corso sono svolte in costante coordinamento con le Prefetture e le altre Autorità coinvolte. Di Redazione 7.09.26

A seguito del grave incendio scoppiato il 31 agosto in un sito di stoccaggio rifiuti nella zona industriale di Airola (Bn), l’Arpa Campania ha immediatamente attivato il monitoraggio di una serie di inquinanti atmosferici potenzialmente dispersi.

Mediante un campionatore ad alto flusso di aria vengono monitorate diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili aerodispersi. I campionatori passivi determinano le concentrazioni atmosferiche di biossido di azoto, biossido di zolfo, acido fluoridrico, ammoniaca.

All’avvio dei campionamenti l’incendio era ancora in corso, ma ad una prima osservazione i tecnici dell’Arpac di Benevento hanno constatato che bruciavano prevalentemente rifiuti plastici e di carta stoccati in balle.

Il 1 settembre l’Arpac ha attivato ulteriori punti di monitoraggio e, in base alla possibile dispersione degli inquinanti in atmosfera, campionatori ad alto flusso di aria nei territori di Arienzo (Ce), Bucciano (Bn) e Rotondi (Av).

Nei pressi del luogo dell’incendio è stato inoltre posizionato anche un laboratorio mobile per misurare le concentrazioni orarie di una serie di inquinanti atmosferici (monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene, xilene).

Il 2 settembre Arpac diffonde i primi risultati del monitoraggio, che evidenziano una sommatoria di concentrazioni di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili aerodispersi pari a 0,28 pg/Nm3 I-TEQ, laddove il valore di riferimento è 0,15.

Il 3 settembre, sul sito arpacampania.it vengono pubblicati i risultati disponibili degli ulteriori monitoraggi eseguiti sul territorio, che risultano inferiori al valore di riferimento e, nel caso di Airola, in netta diminuzione rispetto al valore relativo al 31 agosto–1° settembre.

I primi dati del laboratorio mobile attivato nei pressi del luogo dell’incendio non evidenziano superamenti dei valori limite medi orari stabiliti. Questo limitatamente a biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo, ozono.

L’ultimo aggiornamento di Arpac del 7 settembre informa che “gli ultimi dati del monitoraggio di diossine, furani, policlorobifenili diossina-simili aerodispersi, svolto con una serie di campionatori posizionati sul territorio in seguito all’incendio divampato lo scorso 31 agosto nell’area industriale di Airola (Bn), evidenziano un’assenza consolidata di diossine in atmosfera nell’area oggetto di monitoraggio”.

Nella tabella riprodotta in alto sono esposti i risultati finora disponibili del monitoraggio delle diossine disperse in atmosfera. In giallo sono indicati i nuovi dati acquisiti oggi, “tutti inferiori al limite di rilevabilità della metodica utilizzata”.

Le attività di Arpac comunque procedono e “si invita a consultare il sito arpacampania.it per gli ulteriori aggiornamenti”.

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