
Casamarciano, sequestrata la cava del gruppo Marinelli
Sigilli alla cava di Olivella e a dieci mezzi. Edilcalcestruzzo contesta la sospensione, mentre pesano le interdittive antimafia. Di Fabrizio Geremicca del 16 Ottobre 2026 in Notizie di Cronaca di STYLO 24.
Da quella cava di 260.000 metri quadrati e con una capacità produttiva di circa 6000 metri cubi al giorno che è ubicata a Casamarciano in contrada Olivella sono stati estratti nel corso degli anni inerti e materiali calcarei per produrre milioni e milioni di metri cubi di calcestruzzo. Utilizzati, tra l’altro, in alcuni cantieri dell’Alta Velocità Napoli – Bari ed almeno per alcune settimane nel cantiere di Bagnoli.
Il sequestro della cava di Casamarciano e la replica della società
La cava è stata adesso sequestrata, insieme a 10 mezzi tra escavatori e camion, dai carabinieri di Castello di Cisterna. Era in attività – questa la contestazione – nonostante la sospensione dell’autorizzazione unica ambientale da parte della Regione Campania.
Sulla vicenda è intervenuto con una nota l’avvocato Raffaele Tecce, in qualità di difensore di Vincenzo Troisi, amministratore della Edilcalcestruzzo. Sostiene che nella cava si svolgevano ”operazioni di movimentazione di materiale già presente e pulizia e manutenzione” e che “è stata oggetto di un sequestro amministrativo e non penale”. Aggiunge che la società ritiene di non avere violato la ordinanza di sospensione delle attività emanata dalla Regione.
Dal Tar al Consiglio di Stato, la battaglia sull’interdittiva antimafia
Edilcalcestruzzo è una delle società del Gruppo Marinelli, che comprende anche Marinelli Calcestruzzo, Marinelli Service, Sepa, Italsud ed Immobiliare Marinelli. Nel 2024 è incappata in una interdittiva antimafia della Prefettura di Avellino. Un provvedimento di carattere amministrativo, che prescinde dall’accertamento di responsabilità in sede penale e si basa sulla ipotesi, che si evince da relazioni ed accertamenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza, che la criminalità organizzata condizioni la gestione della società.
L’interdittiva antimafia era stata annullata dal Tar Campania nel 2025. I giudici avevano scritto nella sentenza che “senza negare la sussistenza di collegamenti e influenze che la società ricorrente ha subito in passato da parte delle organizzazioni criminali, la portata delle misure di self-cleaning in concreto registrate avrebbe meritato un diverso apprezzamento da parte dell’autorità prefettizia, in quanto idonee quantomeno a dimostrare una volontà progressiva della società ricorrente di realizzare una totale scissione dei legami con consorterie criminali mafiose, non suscettibile di essere neutralizzata dalla sola struttura familiare della holding”.
Il Consiglio di Stato, tuttavia, nella scorsa primavera ha accolto il ricorso della Prefettura di Avellino ed ha confermato l’interdittiva.
Il Gruppo Marinelli, dal terremoto in Irpinia agli affari nel cemento
Un colpo pesante per il gruppo Marinelli, la storia del quale inizia nei primi anni Settanta con una impresa di trasporti. E’ nel contesto della ricostruzione post sisma del 1980 in Irpinia, però, che i Marinelli spiccano il volo. “L’esigenza di venire incontro alle necessità della ricostruzione nel territorio irpino – si legge sulla pagina internet del gruppo imprenditoriale – porta l’azienda ad estendere la sua attività alla produzione e distribuzione di conglomerati cementizi”.
Sull’Irpinia e sulla Campania piovono soldi ed appalti. I Marinelli macinano cemento ed affari, ma finiscono anche sotto i riflettori degli inquirenti, che indagano sui rapporti tra camorra e colletti bianchi.
Le interdittive del 2004 e del 2006 e la cava di Olivella
Nel 2004 la società Cave Marinelli, con sede in contrada Olivella a Casamarciano, riceve una interdittiva antimafia della Prefettura di Napoli. La stessa Prefettura nel 2006 colpisce con una interdittiva antimafia anche la Edilcalcestruzzo srl che ha la sede principale ad Atripalda, in Irpinia, e una unità operativa a Casamarciano, sempre nella cava di Contrada Olivella. Il Tar conferma tale interdittiva, il Consiglio di Stato la sospende con ordinanza cautelare e rimanda al giudizio di merito. Dove, però, Edilcalcestruzzo esibisce una nota della Prefettura di Avellino secondo la quale nei confronti della società non emergono sintomi di condizionamento malavitoso.
L’interrogazione di Sodano sulle decisioni delle Prefetture
Nel 2007 la vicenda è oggetto di una interrogazione parlamentare di Tommaso Sodano, senatore di Rifondazione comunista. Chiede al ministro degli Interni delucidazioni sui motivi per i quali una interdittiva della Prefettura di Napoli è sconfessata dalla Prefettura di Avellino.
Ricorda tra l’altro che “Marinelli Luca, amministratore unico della Edilcalcestruzzo, è figlio di Marinelli Giuseppe, amministratore unico della Cave Marinelli srl, e nipote di Marinelli Sergio, pluripregiudicato per associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidio, tentato omicidio, estorsione ed altro, nonché esponente di spicco della N.C.O. di Raffaele Cutolo”.
Lorenzo Lentini, l’avvocato amministrativista che già nel 2007 patrocina il gruppo Marinelli, replica ai quotidiani che riportano la notizia della interrogazione parlamentare di Sodano che nulla di anomalo c’è nelle valutazioni della Prefettura di Avellino e che il ricorso contro l’interdittiva della Prefettura di Napoli non era stato ancora definito dal Consiglio di Stato.
L’albergo di Firenze e le ultime sentenze sui rapporti con i clan
Il Gruppo Marinelli continua poi negli anni a distribuire il suo calcestruzzo in tutta la Campania ed oltre ed investe anche nel settore immobiliare. Una delle società acquista per esempio un albergo nel centro di Firenze, nella zona di Ognissanti. Nei confronti di tale impresa la Prefettura di Firenze emana circa un anno fa un’altra interdittiva antimafia.
I Marinelli ricorrono al Tar della Toscana, che respinge il ricorso. Secondo i magistrati sono fondate le valutazioni prefettizie e ci sarebbe un sistema di relazioni consolidato nel tempo tra la famiglia alla guida del gruppo imprenditoriale e diverse consorterie criminali attive in Campania.
Nelle sentenze si fa riferimento a rapporti storici e continuativi con organizzazioni quali la Nuova Camorra Organizzata, la Nuova Famiglia, i Cava di Afragla, il Nuovo Clan Partenio e quello dei Casalesi. Pende appello al Consiglio di Stato. Quest’ultimo si è invece già pronunciato, come si ricordava poc’anzi, sulla interdittiva antimafia del 2024 nei confronti della Edilcalcestruzzo, emessa dalla Prefettura di Avellino e l’ha confermata.
L’intervento del sen. Tommaso Sodano
“Ci sono battaglie che attraversano gli anni e che non possono essere dimenticate.
Il 17 aprile 2007, da senatore della Repubblica, presentai un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno sulla vicenda delle cave Marinelli a Casamarciano.
Sollevavo questioni gravissime: le interdittive antimafia, i rapporti tra le società coinvolte e le contraddizioni nelle valutazioni delle Prefetture di Napoli e Avellino. Chiedevo chiarezza e un intervento deciso delle istituzioni.
Quasi vent’anni dopo, la cava di contrada Olivella è stata sequestrata dai Carabinieri.
Leggere oggi, nell’articolo di Fabrizio Geremicca su Stylo24 il riferimento alla mia interrogazione del 2007 suscita sentimenti contrastanti.
Da una parte, la consapevolezza di aver sollevato allora questioni che meritavano attenzione. Dall’altra, l’amarezza per il tempo trascorso.
Non mi interessa dire: avevo ragione io. Mi interessa invece chiedere: perché devono passare quasi vent’anni prima che questioni così gravi trovino risposte efficaci?
Naturalmente, il sequestro non è una condanna e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Ma resta una questione politica e istituzionale enorme: quanto valgono le interdittive antimafia se non si riesce a garantire tempestivamente il rispetto dei provvedimenti adottati?
La lotta alle infiltrazioni mafiose nell’economia non può essere fatta soltanto di dichiarazioni. Servono controlli, coerenza, coraggio e istituzioni capaci di intervenire.
La legalità non può aspettare vent’anni. Perché quando arriva troppo tardi, a pagare sono i territori, le comunità e le imprese oneste.
Continuerò a credere che denunciare sia un dovere civile, anche quando sembra che nessuno voglia ascoltare”.
Tommaso Sodano
“Ci sono battaglie che attraversano gli anni e che non possono essere dimenticate.
















