
La didattica a distanza:tra limiti e opportunità
Il parere della pedagogista Stefania Guarracino

C’è da considerare un aspetto ancora più sottile ovvero la percezione di andare a scuola senza prepararsi per uscire di casa, senza preparare e indossare lo zaino ,senza gli amici da incontrare e senza l’ansia di arrivare in ritardo o senza scuse per non andarci.Tutto questo priva i bambini di un’esperienza fondamentale ossia l’informazione sensoriale ed emotiva che deriva dalla routine delle lezioni, dalla difficoltà e dalla gioia della scuola .Elementi che favoriscono lo sviluppo sociale ed emotivo del bambino stesso.”
“La nuova metodica didattica porta con se sicuramente dei limiti e degli aspetti che vanno migliorati ma ci sono anche aspetti positivi che possiamo evidenziare nel fatto che la didattica fatta a distanza, attraverso un mezzo tecnologico, implica da parte dell’ alunno il coinvolgimento di una seri di aspetti: il saper gestire il tempo e le informazioni, utilizzare competenze informatiche di base, l’adattabilità, l’autonomia, lo spirito di iniziativa, la capacità di offrire un supporto ai compagni…Questi aspetti per i quali c’è comunque da considerare la variabile delle differenti fasce di età possono essere sollecitati anche nei più piccoli.
Tali aspetti possono e devono essere considerati parte integrante degli obiettivi formativi, utili per la loro crescita, per il loro sviluppo.”
Quali sono gli aspetti positivi?
“L’emergenza sanitaria ci ha spinto ad una diversa e necessaria modalità didattica che è appunto la dad. Tutto ciò ci offre la possibilità di valutare tutti i limiti di quello che c’era prima e a prendere consapevolezza che tante cose forse si possano fare in modo differente. La scuola è attraversata necessariamente da questo nuovo processo immaginativo e di cambiamento.
Secondo il mio punto di vista si rende necessaria una scuola in cui gli spazi chiusi delle aule scolastiche vengano messi in discussione attraverso diverse forme di didattica, ma non il luogo “scuola” in sé che resta sempre lo spazio principale di socializzazione e d’apprendimento. E’ tempo che venga ripensata la valutazione soprattutto se espressa in termini numerici e di controllo sull’operato degli alunni.Auspico che l’uso delle tecnologie possa supportare la didattica ma con una reale distribuzione delle risorse informatiche e un’adeguata formazione di tutte le figure coinvolte. Si dovrebbe riflettere insieme su cosa realmente significhi e come concretamente si realizzi l’inclusione e il diritto all’istruzione per tutti e tutte. La pandemia da nuovo coronavirus ha stravolto ogni ambito della nostra vita quotidiana in primis la sfera persona ,quella lavorativa e non ultima anche la dimensione scolastica dei bambini.
C’è da considerare un aspetto ancora più sottile ovvero andare a scuola senza prepararsi per uscire di casa, senza lo zaino e gli amici da incontrare, senza l’ansia di arrivare in ritardo o senza scuse per non andarci.Tutto questo priva i bambini di un’esperienza fondamentale ossia l’informazione sensoriale ed emotiva che deriva dalla routine delle lezioni, dalla difficoltà e dalla gioia della scuola che favorisce lo sviluppo sociale ed emotivo del bambino stesso.”
“La nuova metodica didattica porta con se sicuramente dei limiti e degli aspetti che vanno migliorati ma ci sono anche aspetti positivi che possiamo evidenziare nel fatto che la didattica fatta a distanza attraverso un mezzo tecnologico, implica da parte dell’ alunno il coinvolgimento di una seri di aspetti: il saper gestire il tempo e le informazioni, sapersi gestire e organizzare, utilizzare competenze informatiche di base, l’adattabilità, l’autonomia, lo spirito di iniziativa, la capacità di offrire un supporto ai compagni…Questi aspetti per i quali c’è comunque da considerare le differenti fasce di età ma che possono essere sollecitati anche nei più piccoli.
Tali aspetti possono e devono essere considerati parte integrante degli obiettivi formativi, utili per la loro crescita, per il loro sviluppo.”
Quali sono gli aspetti positivi?
“L’emergenza sanitaria ci ha spinto ad una diversa e necessaria modalità didattica che è appunto la dad. Tutto ciò ci offre la possibilità di valutare tutti i limiti di quello che c’era prima e a prendere consapevolezza che tante cose forse si possano fare in modo differente. La scuola è attraversata necessariamente da questo nuovo processo immaginativo e di cambiamento.
Secondo il mio punto di vista si rende necessaria una scuola in cui gli spazi chiusi delle aule scolastiche vengano messi in discussione attraverso diverse forme di didattica, ma non il luogo “scuola” in sé che resta sempre lo spazio principale di socializzazione e d’apprendimento. E’ tempo che venga ripensata la valutazione soprattutto se espressa in termini numerici e di controllo sull’operato degli alunni.Auspico che l’uso delle tecnologie possa supportare la didattica ma con una reale distribuzione delle risorse informatiche e un’adeguata formazione di tutte le figure coinvolte. Si dovrebbe riflettere insieme su cosa realmente significhi e come concretamente si realizzi l’inclusione e il diritto all’istruzione per tutti e tutte.”
Foto: Angela Trinchese

















