
Benevento / Convento di San Domenico: Georges Méliès – La luce e l’illusione
Evento di Red Roger - Compagnia Teatrale ad Hortus Conclusus (Paladino).
Parigi, 28 dicembre 1895, i fratelli Lumière presentano in un seminterrato la loro invenzione.
La fotografia diventa movimento, trascinata da una cremagliera che vola a scatti da 1/25 di secondo.
Un’ illusione, un inganno per gli occhi e il cervello, un gioco di prestigio.
Tra i primi spettatori incuriositi però, c’è un vero illusionista, non un prestigiatore da salotto, ma un artista che ha raccolto l’eredità di Robert-Houdin, riaprendo il suo storico teatro.
Georges Méliès, con audacia, trasforma questo nuovo mezzo espressivo.
Il Mago riesce a fondere insieme sogno e realtà, effetti speciali e poesia.
Il Cinema non è più racconto del quotidiano, ma diventa fantastico, accompagnando lo spettatore tra storie incredibili e scenari onirici.
L’illusione più bella del Mago Méliès è quella di aver contribuito a creare il Cinema di oggi.
Come tutte le parabole, anche la vita di questo straordinario innovatore diventa una discesa di oblio e silenzio.
La guerra non vuole favole e il Teatro del Mago sarà distrutto.
Adesso però, accomodatevi, fate silenzio in sala e lasciatevi illudere dalla luce.
C’è una Luna da conquistare”.
Georges Méliès “La Luce e l’Illusione”. Testo e Regia di Pier Paolo Palma. Con Georgia de’ Conno, Eugenio Delli Veneri, Raffaele Tassella. Scenografie di Georgia de’Conno. Musiche di Massimo Varchione. Aiuto Regia Elisa Vito
27 agosto 2021, ore 20.30 – Hortus Conclusus, Benevento – Benevento Città Spettacolo XLII
Nota: durante lo spettacolo è previsto l’utilizzo di luce stroboscopica
Biglietti: www.i-ticket.it/eventi/georges-melies-la-luce-e-lillusione-hortus-conclusus-bn
L’Hortus Conclusus è un’installazione dell’artista Domenico Paladino, esponente della Transavanguardia Italiana, realizzata nel 1992 insieme all’architetto Roberto Serino, all’architetto Pasquale Palmieri e al lighting designer Filippo Cannata in uno degli orti del Convento di San Domenico a Benevento. L’Hortus si apre in fondo al Vico Noce, accessibile dal Corso Garibaldi. Un luogo per la riflessione.
Il nome dell’installazione, letteralmente “giardino chiuso”, ha un significato molto più complesso che una semplice descrizione del luogo in cui è posta. Si trova l’espressione hortus conclusus in molti scritti medievali, ispirati dagli analoghi orti di cui parlano la Genesi e i Vangeli. L’hortus, in quanto conclusus, è un luogo segreto e protetto, dove gli asceti, isolati dal mondo, possano avvicinarsi a Dio tramite la meditazione, raggiungendo la conoscenza contemplativa.
L’hortus conclusus è il modello dei giardini dei monasteri: quadrangolare a simboleggiare i quattro angoli dell’Universo, con al centro un albero che simboleggia la vita, e un pozzo o una fonte che simboleggia la sorgente della conoscenza.
Paladino vuole che l’Hortus sia un luogo di conforto per la continua lotta che l’uomo vive nel mondo concreto come nella propria interiorità, in cerca della pace. Esso è un invito a intraprendere un personale “percorso della memoria”, volto a riscoprire il proprio passato e quindi se stessi.

















