
ALLA COMPIANTA MADRINA DELLA BANDIERA DEI BATTENTI AVELLANI SIGNORA ANTONETTA D’AVANZO
Documentazione storica MONTANILE prof. Nicola. Impostazione grafica CARUSO prof. Domenico.
Poco più di due mesi fa, il 14 giugno 2021, rendeva la sua anima al Signore, la compianta Antonetta D’Avanzo, vedova di Carmine Giove, donna che è stata il simbolo dell’Associazione Battenti di Avella, essendo stata scelta, alla fine
della Seconda Guerra Mondiale, quale Madrina della Bandiera del nascente sodalizio caro a San Pellegrino, da un gruppo di fedeli organizzatori, composto dal noto Arturo Vetrano ” ‘O Chiappariello”, Francesco Ciriaco ” ‘O Uttianese” ed il papà di lei, Antonio D’Avanzo ” ‘O Pagliuocculo”, nonché il parroco, pro tempore, don Giuseppe Bifulco.
Purtroppo, quest’anno, che la si voleva ricordare, l’8 settembre, anche se con una semplice manifestazione, in occasione delle celebrazioni del su menzionato martire, ma non è stato possibile farlo, per le note vicende sanitarie.
Così il Comitato dei festeggiamenti patronali della Madonna delle Grazie e di San Sebastiano ha ritenuto opportuno far redigere una sua biografia dalla nascita fino alla fine dei suoi giorni, per eternarne la memoria.
In ricordo di Antonietta D’Avanzo
Correva in tutt’Italia ed in quel
di Avella, Centro Basso Irpino,
l’anno 1927, giorno di venerdì
venticinque, del mese “pazzerello“.
Cavaliere Ufficiale Domenico
Barba, Podestà ed Uffiziale dello
Stato Civile era, di questo Comune
agricolo campano, in provincia di
Avellino, assai ricco di storia e di
archeologia, monumenti e folclore.
Contadini, per la maggior, erano
gli uomini, casalinghe le donne, ma
qualcuna entrambi le due faccende
esercitava con amore e sacrifici.
Un vagito, segno di vita, alle ore
antimeridiane quattro e minuti
cinque, nella casa posta in via
Fiume, al numero tre, poneva
fine, a fisici dolori e preoccupazioni.
Una donna di casa Carmina
Domenica Russo del fu Antonio
e della fu Rosa Maiella, avellana,
contadina, onesta e stimata,
nuovamente, le acque rompeva,
dopo e in sequenza Giovanni,
Giuseppe, Francesco, Andrea.
D’Avanzo Antonio, ” ‘O Pagliocculo”
di anni quarantaquattro, avellano,
contadino, indefesso lavoratore che
mangiava, per pane, la fatica con
questo quinto colpo di un bambino di
sesso femminile, papà, di tale cinquina
ridiventava, anche se, completerà con
Sebastiano, ultimo pargolo della cucciolata.
Orgoglioso, fiero, tre giorni dopo, il 28,
alle ore nove e minuti dieci antimeridiane,
nel Registro dei Nati, Parte IA Seria A, nel numero d’ordine cinquantasette, il nome
dava Antonetta, alla graziosa pargoletta.
Cittadina avellana ed italiana diventava
alla presenza di Fusco Ferdinando di anni
trentotto e Fasolino Giuseppe trentenne,
entrambi contadini ed analfabeti, perchè
dichiararono di non saper firmare.
“Cristiana” era, il 28/3/, idem anno,
quando alla Fonte Battesimale veniva
accostata al primiero Sacramento dal
parroco Salvatore Ercolino, Parrocchia
Santa Marina, registrazione, pagina 38,
N° 152, libro dei Battezzati: “commara”,
Anna Russo di Antonio e “vammana”
la speronese Antonetta D’Avanzo.
Cresceva sana, la bambina, ragazza,
signorina, giocando con gli altri germani,
i genitori aiutava, rispettava ed ubbidiva
e socievole e cordiale con tutti si mostrava,
tanto da essere ben voluta ed amata.
Faceva, nel 1945, festeggiata, il suo,
trionfale, ingresso, in società, e fu un
anno, per lei, tutto da ricordare, perchè
assurge a Madrina della Sacra Bandiera
dei Battenti avellani, con presidente, il
folcloristico, “Chiapparielo”, Arturo Vetrano
mentre, un’altra, accuratamente e con
amore, si preoccupava di ricamare.
doveva essere fatto bene e ponderato.
Ragazza: era adocchiata e corteggiata,
dava mattonate, ma il vero amore non
si decideva a sceglierlo mai, perché, il
passo della vita più serio della morte
doveva essere fatto bene e ponderato.
A ventuno, primavere, nel 1948, il 14
Novembre, il suo gran sogno d’amore
coronava, nella Chiesa Collegiata San
Giovanni Battista de’ Fustiganti, in Avella,
con Carmine Giove ” ‘O Separo“, marito,
amabile, simpatico, spassoso, al cospetto
di Giuseppe prelato Bifulco; Atto Matrimonio
numero 2, alla presenza dei testimoni
Giuseppe Argenziano, settantasettenne
ed il quarantunenne Vincenzo Maiella.
L’amore, anno per anno, si accresceva,
con la nascita dei figli Giovanni, Antonio,
Carmensita, Domenica, nipoti, pronipoti,
a cui insegnava, con testa alta a camminare,
vivendo, onestamente, di lavoro e sacrifici
e giammai niente a fargli mancare.
Settantottenne, per i festeggiamenti
della patronale, 2005, Madonna delle
Grazie e S. Sebastiano, con la Bandiera
attese sulla soglia della chiesa vanvitelliana
la IA e la 2“ Squadra dei Battenti Avellani,
per uno spettacolo commovente assai.
E, quando il 14 giugno del triste
duemilaventuno, in Avella, proprio
nel quartiere dove aprì gli occhi, lì,
li chiudeva, al mondo e ai familiari,
un parte lasciava ma non col cuore,
ed indelebile restava il ricordo, per
quello che aveva rappresentato:
Storia, Leggenda e Tradizione.
In conclusione, chi l’ha conosciuta
parenti, amici, conoscenti, compagne,
non può fare altro che dire, ad alta
voce e con riconoscenza “Grazie! ‘Ddné
che al mondo venisti e che con umiltà
la carica di madrina sapresti onorar“,
tanto che il Comitato Festa e il sodalizio
composto da devoti a San Pellegrino
ti ha, giustamente, voluto celebrar.
Avella, 23 Agosto 2021

















