
Atripalda: Giornata di Studio su “Le epigrafi cristiane di Abellinum”
Giovedì 18 maggio nell’Aula consiliare del Palazzo di Città, presente il prof. Heikki Solin, interverrà la dott.essa Paola Caruso.
Giovedì 18 maggio, alle ore 17.00, nell’Aula consiliare del Palazzo di Città, si terrà un convegno su “Le epigrafi cristiane di Abellinum”.
L’epigrafia cristiana studia le iscrizioni di contenuto cristiano afferenti al periodo tardo antico e altomedievale (approssimativamente II secolo d.C. – VIII secolo d.C.).
La diffusione del cristianesimo nel territorio del municipium di Abellinum, che corrispondeva all’odierno quartiere “Capo la Torre” di Atripalda, fu favorita dalla presenza di diverse strade consolari, la vera “rete” della diffusione del vangelo. La scoperta di diverse epigrafi cristiane e la presenza di necropoli e catacombe cristiane attestano «che vi fosse in Abellinum una Ecclesia ben organizzata fin dal tempo di Diocleziano, allorché fu duramente provata dalle persecuzioni».
Incerta è l’origine della diocesi, attestata storicamente per la prima volta sul finire del V secolo con il vescovo Timoteo, che prese parte al concilio romano indetto da papa Simmaco nel 499.
Nell’occasione, evento straordinario per Atripalda, sarà presente il prof. Heikki Solin, illustre storico dell’antichità e docente emerito dell’Università di Helsinki, studioso tra i più importanti epigrafisti del nostro tempo, che interverrà nel convegno, affiancando la dott.essa Paola Caruso, ricercatrice dell’Università degli Studi Federico II di Napoli.
Nel merito, si discuterà sugli studi effettuati dall’insigne docente universitario, così come ci illustra il consigliere comunale con Delega alla Cultura ed ai BB.CC., Lello Barbarisi: “Il Prof. Solin, anni fa, fu affidatario dello studio di un’importante quantità di epigrafi di Abellinum recanti anche data consolare. Si trattava principalmente di quell’enorme patrimonio proveniente dal sottofondo della Basilica Paleocristiana di Capo la Torre. A distanza di anni avremo la possibilità di conoscere anche fatti nuovi che ci riguarderanno, o che almeno avranno a che fare con le nostre radici, e che naturalmente sono il frutto dell’analisi operata dal Prof. Solin. Si tratta senza dubbio di un incontro memorabile per la nostra comunità che peraltro arriva dopo un mio lungo inseguimento allo scienziato. Per le ragioni su esposte il mio invito a tutti a partecipare”.

















