
Celebrazione del 253° anno della nascita del giacobino di Palma Campania Vincenzo Russo
Sono intervenuti l’Assessore alla Cultura, Elvira Franzese; la prof.ssa Teresa Albano per il Quartiere Monualdo. Il prof. Enzo Rega ha relazionato sul tema “L’utopia concreta di Vincenzo Russo”. Ha coordinato i lavori l’ing. Domenico Sorrentino, direttore del Gruppo Archeologico. Servizio di Michela Buonagura. Foto di Ariosto Prudenziano.
Domenica 18 giugno 2023, il Gruppo Archeologico Terra di Palma, con il patrocinio morale del Comune di Palma Campania, ha celebrato il 253° anno della nascita di Vincenzo Russo nel quartiere Monualdo in Vicoletto Russo, dove è ubicata la casa natale del giacobino palmese, impiccato a soli ventinove anni, nel novembre 1799 in Piazza Mercato a Napoli.
Il direttore del G.A. Luigi Sorrentino ha ringraziato gli intervenuti alla manifestazione, in particolare i giovani presenti che stanno svolgendo il servizio civile presso la Biblioteca Marilena Nappi, sottolineando l’importanza di trasmettere loro l’amore per la memoria storica della loro terra, perché a loro va consegnata, affinché ne facciano profitto traendo insegnamenti per la vita futura.
Una riconoscenza affettuosa ha rivolto agli abitanti del quartiere e alla loro portavoce, la prof.ssa Teresa Albano, sempre disponibili all’accoglienza e alla collaborazione per gli eventi dedicati a Vincenzo Russo, nonché alla Corale polifonica palmese, guidata dai Maestri Sorrentino, che ha eseguito l’Inno di Mameli.
La dott.ssa Elvira Franzese, entusiasta per l’evento cui partecipa da anni, ha mostrato grande soddisfazione per la numerosa presenza dei giovani. «La figura del nostro rivoluzionario viene promossa specie per voi giovani, l’obiettivo del Comune è quello di portare oltre Palma Campania la conoscenza di Russo. Tanti sono stati i progetti a favore del nostro concittadino e ancora ne faremo. Sarà ampliata l’offerta progettuale».
Ha poi ricordato con commozione Marilena Nappi, la compianta direttrice del G. A., studiosa di storia patria che diede vita agli eventi dedicati a Russo. «Voglio ricordare Marilena, colei che è stata la promotrice degli eventi dedicati a Russo; lo ricordo bene, ero stata eletta nel 2013 e proprio in questo luogo mi diede il benvenuto e mi disse che bisognava riqualificare il posto per rendere omaggio a chi si è battuto per la libertà. Ci stiamo pensando da anni e abbiamo finalmente trovato il finanziamento per riqualificare questo luogo memorabile».
La prof.ssa Teresa Albano ha aggiunto: «Grazie alla volontà e determinazione, Marilena Nappi portò alla luce un luogo storico inizialmente impervio, riuscì a sollecitare e coinvolgere tutti gli abitanti del quartiere, poi insieme abbiamo reso noto il posto e portato all’attenzione la casa e la figura di Russo. Sono particolarmente legata a Marilena e ricordarla viene spontaneo. Portava piante dal suo giardino per rendere decoroso questo luogo, lei che era alla guida di progetti e attività culturali per avvicinare i giovani alla storia del nostro territorio, ci ha lasciato l’esempio di donna semplice, instancabile promotrice di cultura. A lei dobbiamo tutte queste attività volte a portare in alto il nome di Russo a Palma e altrove».
Il prof. Enzo Rega, studioso di Vincenzo Russo, cui ha dedicato pubblicazioni e interventi pubblici, ha relazionato su un tema molto interessante, che ha dato nome all’evento: “L’utopia concreta di Vincenzo Russo”. «Utopia non è il nome dell’assurdo… è il nome di desideri, idee, progetti che possono diventare realtà. Non è una frase di Vincenzo Russo, ma di Gino Strada, e testimonia la necessità, anche nei nostri tempi, dell’utopia, di una utopia che si faccia realtà».
Non è un ossimoro, specifica il prof. Rega. Nel termine, coniato da Tommaso Moro e che dà il titolo alla celebre opera dove presentò la sua società ideale in una lontana ‘isola di Utopia’, molti lessero anche un’allusione a eutopia, il luogo felice.«Si origina quindi un doppio significato: utopia (nessun luogo) e eutopia (buon luogo), il secondo dei quali non indica più necessariamente qualcosa del tutto irrealizzabile. Sarebbe dunque una sorta di “utopia concreta”, potremmo azzardare: in questa accezione, connoterebbe non più una vuota illusione, ma un punto di riferimento sì ideale ma verso il quale orientare una concreta azione politica».
Russo, se utopico fu, lo fu in questo senso, perseguì una “utopia concreta”. «A quale realtà “concreta” guarda Russo, che pensa ad un comunismo agrario nel quale ognuno ha in usufrutto un pezzo di terra (in usufrutto perché, come Rousseau e come Marx del quale il pensatore ginevrino è considerato per qualche aspetto un precursore, Russo è contrario alla proprietà privata) e i mezzi che gli servono per vivere sì sobriamente ma non in povertà? Guarda agli abitanti dei monti della Svizzera, dove è stato in esilio, ma anche agli abitanti delle colline da cui proviene: questi, sulla base di un piccolo fondo di terra provvedono a ciò che è necessario senza bisogno di ricorrere se non eccezionalmente al commercio, commercio che è fonte di corruzione. Enzo Striano nel suo romanzo Il resto di niente dedicato alla Repubblica napoletana ci restituisce un ritratto di Russo legato alla sua terra. Il pensiero di Russo nasce dunque a Palma, dalla Terra di Palma, per farsi anelito universale di giustizia sociale. Forse la nuova realtà sociale non è realizzabile così come progettata da lui, che kantianamente pensa a una pacifica società universale composta da tante piccole entità statali dove si pratica una democrazia diretta, ma ci indica una meta ideale. Russo utopista? Sì, ma concreto. Utopia la sua? Sì, ma necessaria».
Il prof. Rega nella sua relazione ha ricordato anche studiosi illustri che hanno dato il loro contributo alla conoscenza del pensiero politico di Vincenzo Russo, un lascito che non è utopia, sviluppato in un periodo storico di profondi cambiamenti, a rischio della propria vita.
Alle accuse di ideologismo e quindi di astrattezza che alcuni rivolgono al Russo e puntualmente contestate, come ci ricorda il prof. Rega, noi preferiamo la definizione di utopista concreto, che analizza la società in cui vive e ne propone cambiamenti rivoluzionari per la costruzione di una società democratica, fondata su veri principi di uguaglianza dove l’uomo possa vivere in libertà.

















