CRONACHE E DINTORNICULTURA E SPETTACOLIi personaggiIERI

L’Arte Contemporanea al Castello di Cicala di Nola “Con gli occhi di Bruno”

Nell’Anteprima nolana del 13 luglio 2023, sono stati presentati i luoghi e la mostra che si terrà dal 14 al 16 settembre 2023. Alla serata di alta cultura ha partecipato un numeroso e attento pubblico. Il testo critico è a cura di Massimiliano Coppola. Il sevizio fotografico è di Ferdinando Avana Russo.

Nel luogo nativo del filosofo nolano Giordano Bruno (Nola,1548 – Roma 1600), l’Associazione “Il papavero”, presieduta da Carolina Masucci, ha promosso la presentazione della mostra di arte contemporanea, nata dall’idea progettuale dell’architetto e storico Giuseppe Mollo e dell’artista Nunzio Meo, per la valorizzazione di Castel Cicala. E, l’evento, patrocinato del Comune di Nola, ha visto all’anteprima del 13 luglio la presenza all’evento dell’assessore alla Cultura Elvira Caccavale.

Questa prima serata inaugurale è stata moderata da Antonio D’Ascoli e Sabrina Iorio, che hanno presentato al numeroso e attento pubblico la serata che ha visto il coinvolgimento di arte performance di Pietro Mingione e Walton Zed, gli interventi musicali di Francesco Sorrentino, Antonio Malinconico ed Emiliana Pisani.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura di Nola, Elvira Caccavale, della Presidente dell’Associazione “Il Papavero”, Carolina Masucci, di padre Franco, priore dei francescani, e di R. Soprano, Presidente del MU.S.A, ha introdotto la kermesse l’architetto Giuseppe Mollo con una relazione tecnica, soffermandosi sull’aspetto storico architettonico e archeologico del Castello di Cicala e sulle problematiche relative al restauro e conservazione del sito.

L’arch. Giuseppe Mollo

Soprattutto nel suo intervento ha sottolineato che “L’amato borgo di Cicala, tanto caro al filosofo nolano, diventa un centro culturale e dinamico di incontri vivificanti, dove l’operare degli artisti esprime il valore della storia e dell’ideologia, coinvolgendo la comunità e il territorio”.

A seguire, l’artista e direttore artistico Nunzio Meo ha elaborato una breve Performance/Happening silenziosa dal titolo 1:33, ma in realtà non silenziosa, registrando i suoni, i rumori, gli echi dell’ambiente collinare, le voci e i commenti del pubblico, perché non esiste il silenzio assoluto in natura come scriveva J. Cage.

Performance/Happening di Nunzio Meo

L’artista con la sua performance ha omaggiato Giordano Bruno in sinergia con il critico prof. Massimiliano Coppola, che indossava una maglia dal titolo 4:33 (quattro minuti e trentatré secondi), un chiaro omaggio questo all’opera del 1952 del compositore e musicista sperimentale John Cage, padre spirituale della performance/happening mondiale, che in pochi anni diffonde il “contagio” anche al di là dell’ambito musicale, influenzando la performance art, la danza e il teatro contemporaneo.

Dopo la performance si è discusso delle correnti e dei movimenti legati alla performance degli anni sessanta, sottolineando che tutte le azioni performative hanno un carattere interdisciplinare: arte, musica, danza, cinema e teatro, dagli happenings statunitensi (J. Cage, Allan Kaprow,Jime Dine, R. Rauschenberg ) a quelli europei del movimento  Fluxus (George Maciunas) dal carattere internazionale,  con artisti, designers, architetti e compositori che hanno lavorato in diversi campi, tra cui la performance, le arti visive, l’urbanistica, il design e la letteratura, che deve tanto alle idee e alla concettualità di J. Cage e di M. Duchamp.

L’intervento del prof. Massimiliano Coppola

Il Fluxus si diffuse a macchia d’olio in tutto il mondo, dalla “Rivoluzione siamo noi”, titolo dell’opera del maestro Joseph Beuys che con le sue azioni artistiche lavorava su stesso (storia personale), con riferimenti antropologici, archetipici e mitologici, dalla religione alla filosofia, tra l’arte e la vita (sciamanesimo e scultura sociale), alle esperienze asiatiche dei giapponesi del Gruppo Gutai e del coreano Nam June Paik (pioniere del video artist). Gli artisti performer a differenza del teatro che negli stessi anni utilizza forme e espressione simili, presentano al pubblico se stessi, talvolta, la loro autobiografia, proponendo episodi reali e di massa o di élite. Molto spesso i performer si concentrano sul proprio corpo e i suoi limiti (Body Art) e talvolta attraverso gestualità o riti crudi e violenti (Azionismo viennese di Hermann Nitsch ), eredi di una visione tragica, nichilistica e con violenze autolesioniste con il cosiddetto teatro “delle orge e dei misteri”.

In Italia l’artista performer Fabio Mauri con l’opera Ebrea, presenta una ragazza nuda con disegnata sul petto la stella di Davide, che con pochi gesti e grande pathos evoca l’orrore dell’Olocausto. Negli anni settanta e ottanta la potente fisicità del corpo è presente nell’artista di Belgrado Marina Abramovic, che, con azioni e gesti ossessivi e situazioni di immobilità (in Rhythm 0 – Napoli 1974), si presenta per sei ore in piedi immobile priva di volontà accanto ad un tavolo con 72 oggetti strani di piacere e di dolore che il pubblico può usare su di lei come vuole. Vanessa Breecroft (Genova 1969), invece, nelle sue performance, utilizza il nudo femminile per affrontare alcuni temi quali: il rapporto cibo e corpo, la sessualità e l’ossessione del corpo, la bellezza fisica e soprattutto il problema dell’anoressia tra i giovani (Biennale di Venezia del 1997, del 2001 e del 2007).

La performance degli artisti Piero Mingione e Walton Zed

Nell’occasione, gli artisti Piero Mingione e Walton Zed hanno elaborato una performance dal titolo “Philotheus Jordanus Brunus Nolanus coinvolgendo il pubblico con azioni pittoriche (il ritratto estemporaneo del filosofo nolano) e azioni teatrali dell’artista vestito da monaco, con gli stessi abiti che il Nolano aveva indossato da giovane domenicano.

Tutta l’azione performativa è stata accompagnata da un sottofondo di musica d’avanguardia, in un territorio liminare, di “confine”, tra discipline e linguaggi che in modo intenzionale tendono a mescolarsi, cancellando ogni idea di limite, il “flusso” e lo “scorrere” della vita continua.

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