
Tufino incontra Totò Cascio
Con “Incontri d’Autore 2023” un’opportunità di cultura e condivisione.
La Comunità parrocchiale di Tufino, in collaborazione con l’Associazione Culturale Passepartout, ha organizzato, giovedì 16 novembre, una serata di cultura e condivisione, ospitando Totò Cascio, presso la suggestiva Parrocchia di San Bartolomeo.
L’incontro con Totò Cascio è stata una serata ricca di emozioni, di cultura e di condivisione, come era nelle aspettative degli organizzatori. La presenza del parroco di Tufino, Don Angelo Schettino, ha aggiunto all’incontro un tocco di spiritualità e comunità, mentre quella del sindaco Michele Arvonio e dell’assessore alla Cultura Filomena Silvano, che hanno portato all’assemblea i saluti del Comune, ha sottolineato l’importanza che gli Amministratori danno a tali iniziative per arricchire la vita culturale del paese.
La numerosa e attenta assemblea all’evento è stato l’esempio di come il dialogo tra istituzioni, parrocchia e associazioni culturali possa portare benefici tangibili per tutti
Ad orchestrare e moderare l’incontro è stata Annamaria Silvestri, presidente dell’Associazione Passepartout, che con la sua esperienza e dedizione nel promuovere la cultura locale si sono manifestate nell’organizzazione di eventi significativi come questo.
E’ stato, inoltre, acclarato il ruolo chiave che l’Associazione Passepartout svolge nel tessuto culturale di Tufino, fungendo da ponte tra artisti, autori e la comunità.

Totò Cascio, infine, l’ospite d’onore della serata, ha portato il suo contributo al mondo della letteratura, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino la mente creativa di un autore apprezzato, che, attraverso la sua voce e le sue storie, si propone di incantare e ispirare il pubblico.
L’Autore e il Libro – Salvatore Cascio, detto Totò, è il bambino protagonista di Nuovo Cinema Paradiso, l’indimenticabile capolavoro di Giuseppe – che lui chiama affettuosamente Peppuccio – Tornatore, vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero quindici anni dopo Amarcord di Fellini.
Dopo questo film – che nel ’91 gli procurò anche il prestigioso Premio BAFTA – Totò continuò a lavorare sia con Tornatore (partecipa a Stanno tutti bene, con Marcello Mastroianni) che con registi del calibro di Pupi Avati e Duccio Tessari. Tutto ciò fino al 1999, anno in cui firma il suo «ultimo film». Dopo di che, si può dire che Totò Cascio scompare. Perché?
Ai giornalisti che lo incalzano non vuole dire la verità, preferendo far credere che il cinema si sia dimenticato di lui. È stata invece una grave malattia – la retinite pigmentosa con edema maculare, che gli ha procurato una perdita progressiva, irreversibile e quasi totale della vista – a farlo rinunciare a quella che era una carriera promettente e radiosa.
Oggi, a 42 anni, Totò Cascio ha trovato la forza e la voglia di raccontare la sua esperienza in un libro che è insieme memoir cinematografico e racconto di formazione e di rinascita. Grazie alla sua fede, al suo coraggio e alla consapevolezza acquisita, ora può tornare a vivere una vita degna di essere vissuta ed è questo il suo «Nuovo Cinema Paradiso 2.0», dice scherzando. Così, rinato, lancia un segnale a chi è nella sua condizione: non nascondetevi, anzi imparate ad accettarvi. «Senza accettarsi, ci si porta dentro l’avversario più feroce. Me lo disse anche Andrea Bocelli: “Totò, non è un disonore”. Sono state parole illuminanti.»

















