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La Festa del Maio a Baiano

Riflessioni di Giampaolo Petrillo leggendo la resa artistica di Ferdinando Masi della tradizione.

Sullo sfondo del Maio si osservano, in primo piano, le alte mura bianche dei terrazzi di casa mia, dove sono assiepati amici, familiari e conoscenti, in quello che costituisce una sorta di palco d’onore che si affaccia sullo stradone che si allunga e conduce verso la Chiesa di Santo Stefano…

Sullo sfondo del Maio, in primo piano, si osserva una comunità unita e carica di passione e di attesa, che si riconosce in una festa identitaria che affonda le sue radici in una tradizione che si rinnova e si perpetua nel tempo…

Sulla cima del Maio, in primo piano, si osserva che in colui che scioglie le funi più alte, che hanno appena tirato su l’albero, si solleva un afflato collettivo e amorevole che si protende fino al vessillo rosso, all’interno della più disincantata e autentica cornice umana e naturale, che sorregge e rende unica una festa dal sapore divino-propiziatoria, ma sicuramente di omaggio al Protomartire Stefano, il Santo Patrono della comunità cittadina.

Natale a Baiano viene vissuto così tra colori, spari, folklore, religiosità popolare e ritualità che non vanno giudicate, ma solo rispettate nelle loro più disparate e talvolta straripanti manifestazioni, senza infingimenti o superflui e pseudo catoniani moralismi, ma con la discrezione che si addice agli spettatori non paganti (soprattutto, se non baianesi) o con l’auspicabile senso di appartenenza che si richiede a chi percepisca l’orgoglio di essere parte integrante di una comunità.

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