
Giro d’orizzonte con Vincenzo Alaia, il consigliere regionale eletto nella Lista di Italia Viva
Intervista sulle varie problematiche delle Aree interne. Sul caso di Monteforte Irpino: "E' necessaria la convocazione degli Stati generali contro il dissesto idrogeologico".
Il presidente Vincenzo De Luca è stato confermato alla guida della Regione Campania, surclassando con grande facilità la coalizione di centrodestra e il Movimento5Stelle. Che cosa si aspetta per questi prossimi 5 anni da Palazzo Santa Lucia?
Il presidente De Luca ha dato dimostrazione di saper guidare efficacemente un Ente complesso qual è la Regione–Campania. Chi considera la sua vittoria come il frutto della sola strategia con cui è stata fronteggiata l’emergenza generata da Covid–19, sottovaluta il lavoro che De Luca, la Giunta e il Consiglio hanno fatto per la Campania nel corso della legislatura apertasi nel 2015. Ci sarebbero tanti punti programmatici realizzati e obiettivi raggiunti che potrei elencare. Ma mi basta evidenziare quello relativo alla Sanità, per dare testimonianza di un’azione che ha cambiato il corso di una Regione relegata alla irrilevanza. Uscire dal Commissariamento è un risultato straordinario per la nostra gente, e in particolare, per le aree interne, molto penalizzate dal blocco del turn over e dai tagli lineari effettuati dal 2000 al 2015. Il presidente De Luca, poi, ha dato il meglio di sé, quale politico e amministratore, nel programmare la gestione dell’ emergenza-Coronavirus con interventi mirati. E’ significativo il fatto molte delle misure prese per la Campania abbiano fatto testo e orientamento generale per essere adottate a livello nazionale.
Onorevole Alaia, è stato confermato come consigliere regionale della Campania nella recente tornata, risultando il primo degli eletti in Irpinia. Come spiega questo successo?
Non solo da consigliere regionale, ma anche quando ho ricoperto altri ruoli, ho sempre vissuto l’impegno politico come servizio da rendere alle Comunità cittadine che sono stato chiamato a rappresentare. Il risultato ottenuto alle ultime elezioni scaturisce dalla disponibilità ad ascoltare e interpretare le istanze della gente, degli amministratori, delle associazioni, di chiunque abbia posto un problema di interesse particolare e generale per i territori, dando il massimo impegno, una volta determinati gli aspetti e le motivazioni reali, nel mettere a punto e fornire risposte e risoluzioni adeguate.
Mi lasci dire che questo risultato straordinario è venuto anche in ragione della valorizzazione di una nuova classe dirigente, che ora è impegnata ai vari livelli nelle Istituzioni locali. La nostra forza è non solo nella presenza costante sul territorio e nell’aver saputo intermediare con il livello regionale, ma anche nell’ aver fatto squadra, selezionando e facendo crescere un gruppo di amministratori e dirigenti di partito.
Italia Viva per la prima volta si è presentata alle elezioni regionali, registrandosi subito come seconda forza della coalizione di Centrosinistra. È il primo passo “giusto” per un’ alternativa politica nuova e giovane, in grado di affrontare e risolvere le problematiche della Campania?
Italia Viva è una realtà politica con ottime potenzialità. E’ un dato, questo, che abbiamo colto subito, sin dalla sua fondazione, tanto da spingerci ad aderire con convinzione al progetto lanciato e promosso da Matteo Renzi. L’esperienza campana dimostra, tuttavia, che il partito può crescere anche e soprattutto nella misura in cui riesce a dare voce alle comunità, ai territori, a chi si impegna quotidianamente per risolverne i problemi. Il dato campano è sicuramente significativo: siamo la seconda forza politica. Ma mi faccia evidenziare in particolare quello acquisito in Irpinia: ad oggi è il risultato migliore che Italia Viva abbia ottenuto in tutti gli ambiti interessati dall’importante e significativa tornata elettorale di due settimane fa.
L’Irpinia e le Aree interne della Campania come si inseriscono nell’azione politica della Regione-Campania? Quali sono gli orientamenti per valorizzarne il ruolo?
Le Aree interne della Campania e l’Irpinia hanno catalizzato negli ultimi cinque anni l’attenzione politica ed amministrativa del presidente De Luca e del suo governo. Mi lasci dire, tuttavia, che questo impegno per le nostre comunità è il frutto anche della cura del territorio che i consiglieri hanno assicurato durante la legislatura, rappresentando al meglio le problematiche e le tante specificità che contraddistinguono il nostro territorio. Vede, l’Irpinia ha tante peculiarità che richiedono interventi mirati per consentire alle comunità di risolvere i problemi che vivono ogni giorno. Molto è stato fatto, ma tanto c’è ancora da fare. Abbiamo questioni aperte che dovremo ancora affrontare insieme. Penso allo spopolamento, alla crisi occupazionale, che purtroppo attanaglia specie le Aree più interne, penso al dissesto idrogeologico.
Una settimana fa il centro storico di Monteforte Irpino è stato devastato da un fiume in piena, facendo risaltare ancora una volta le fragilità e le difficoltà che segnano un territorio ch’è esposto a forti condizionamenti d’insicurezza e di dissesto idrogeologico. È la situazione, per la quale Monteforte sarà dichiarato Comune in “stato d’emergenza”. Che cosa si può e si deve fare che si ripetano situazioni del genere?
Sono stato a Monteforte. Il maltempo della settimana scorsa ha evidenziato la necessità di affrontare il problema della tutela del territorio in maniera complessiva, elaborando una pianificazione che scaturisca dal concorso di tutte le Istituzioni interessate. Credo sia necessario – l’ho detto anche nei giorni scorsi – chiedere la convocazione degli Stati generali contro il dissesto idrogeologico in Campania. Un appuntamento che dovrebbe servire, grazie al contributo di Regione, Enti locali ed Enti montani, ad affermare un cambiamento culturale dal quale dovrà scaturire una sistematica attività di cura del territorio e la prevenzione dei fenomeni di dissesto.
Quello che è accaduto a Monteforte, ma anche in altre realtà dell’Irpinia come Forino, ci dice che occorre uscire dalla logica dell’emergenza per approdare a quella della prevenzione e della pianificazione. I cambiamenti climatici ci impongono di avere una cura costante delle nostre colline, dei nostri boschi, per evitare che precipitazioni particolarmente copiose possano provocare smottamenti e danni alle nostre comunità. Non bastano più i singoli interventi, ma occorre un piano condiviso che porti le amministrazioni locali e i cittadini ad avere una attenzione persistente nella cura del territorio. Occorre un salto di qualità che serva a rendere permanenti tutti gli interventi di prevenzione, coinvolgendo in questa azione anche quelle realtà che conoscono bene il territorio come le Comunità Montane, le associazioni ambientaliste e quelle amanti della montagna.
L’Area del Baianese così come il Vallo di Lauro hanno risorse naturalistiche e paesaggistiche, che fanno da corona all’eccellenza del Polo storico-artistico ed archeologico rappresentato da Avella, ma non valorizzate e conosciute come sarebbe opportuno e meriterebbero. La Regione-Campania come opererà in questa prospettiva?
Certamente, l’Area del Baianese e il Vallo di Lauro hanno tante realtà con notevoli potenzialità sul piano dell’attrazione dei beni ambientali e dei beni culturali e di interesse archeologico da promuovere e valorizzare ulteriormente. Però, guardi, non si tratta solo di “fare pubblicità“, ma è necessario creare le condizioni affinché le nostre bellezze vengano inserite in un circuito virtuoso che agevoli la presenza di turisti, magari attraendo sul territorio quelli che risiedono e vivono nell’ Area metropolitana di Napoli o nelle Aree di costa, per visitare altre realtà e altre attrazioni. Credo che molto potrà essere fatto grazie alla sinergia tra Regione e Fondazione provinciale per il turismo. In tal senso già sono all’opera in collaborazione con il presidente Biancardi per far crescere da questo punto di vista non solo il Vallo di Lauro e il Baianese, ma tutte l’Irpinia così ricca di bellezze naturali, borghi meravigliosi, prodotti enogastronomici di eccellenza e bellezze monumentali e storico-architettoniche
Una settimana fa il centro storico di Monteforte Irpino è stato devastato da un fiume in piena, facendo risaltare ancora una volta le fragilità e le difficoltà che segnano un territorio ch’è esposto a forti condizionamenti d’insicurezza e di dissesto idrogeologico. È la situazione, per la quale Monteforte sarà dichiarato Comune in “stato d’emergenza”. Che cosa si può e si deve fare che si ripetano situazioni del genere?
















