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Avellino: In un convegno promosso da Archeoclub e Legambiente si discute del recupero della chiesa di San Nicola dei Greci

Un caso su cui si discute da oltre 3 anni solo grazie all’impegno delle Associazioni. Le rassicurazioni dell’Assessore Marianna Illiano sulla volontà del Comune di acquisire la struttura e riqualificarla.

Si è tenuto sabato 2 novembre, presso il caffè equo e solidale Hope in Via Episcopio 1 ad Avellino, un convegno per discutere del progetto di recupero della chiesa di San Nicola dei Greci. L’Archeoclub ne ha discusso con Legambiente che aveva organizzato in passato raccolte di firme per sensibilizzare amministrazione e cittadini sulla questione. Un caso su cui si discute da oltre 3 anni solo grazie all’impegno delle due associazioni che hanno portato la problematica anche nelle scuole: vedasi l’appello della Scuola Secondaria di 1° grado “Dante Alighieri” del 2021.

L’obiettivo è quello di recuperare questo rudere, una sfida che non può che partire dall’acquisto dell’immobile da parte del Comunesostengono gli organizzatori.

All’incontro di sabato mattina hanno partecipato: Rosario Santanastasio – Presidente Nazionale Archeoclub; Michele Martucci – Coord. Regionale Archeoclub; Ilenia D’Oria – Coord. Provinciale Archeoclub; Antonio Dello Iaco – Vicepresidente Legambiente Avellino; Giovanni Iannaccone –Vicepresidente Pro Loco Avellino; Nunziante De Maio – S.I. Protezione beni culturali; Paolo Matarazzo – Sociologo; Mirella Napodano – Presidente Amica Sofia; Emilia Bonaventura – Presidente Associazione Eraion. Ha fatto da moderatore il giornalista Gianluca Amatucci,

Nel corso dell’incontro è stato proiettato il video dedicato alla chiesa di San Nicola dei Greci da Armando Montefusco e Geppino del Sorbo. E proprio Montefusco ha offerto un contributo decisivo alla ricostruzione della storia della chiesa negli studi da lui pubblicati nel 2011: Monografie per la Storia di Avellino.

L’edificio religioso sarebbe stato eretto a Rampa Tofara durante l’ennesima occupazione bizantina, di breve durata, da parte dei militi diretti dal patrizio Eugenio, durante l’assedio di Capua che resisteva strenuamente. La chiesa, anche dopo la riconquista longobarda, continuò ad essere frequentata dalla consistente comunità bizantina rimasta.

All’incontro ha fatto eco l’Amministrazione comunale di Avellino che, per bocca dell’assessore alla rigenerazione urbana Marianna Illiano, ha rassicurato le Associazioni sulla volontà del Comune di acquisire la struttura e riqualificarla. “Purtroppo, non mancano le difficoltàha dichiaratoLa chiesa, solo in parte, è pubblica, di qui la necessità di avviare un percorso anche con i proprietari attuali. L’altro ieri (il 29 ottobre per chi legge) c’è stato un sopralluogo della Sovrintendente che ha visionato castello e chiesa di San Nicola, che, per la prossimità all’antico maniero, ha una posizione strategica rispetto al centro storico. Motivo questo per cui c’è la ferma volontà di farla rinascere”.

LE CHIESE GRECHE AD AVELLINO
La comunità greca di Avellino insediatasi sul lato orientale della collina della Terra (Rampa Tofara) aveva come proprio luogo di culto la chiesa di San Nicola dei Greci.

Questa chiesa, sebbene documentata una prima volta solo nel 1090, dovrebbe essere più antica, quasi certamente antecedente al 1054, anno in cui si verificò lo scisma delle due Chiese. La chiesa di San Nicola, acquisita ai beni del Capitolo, conservò il suo antico titolo di “San Nicola dei Greci”, anche se officiava secondo il rito latino.

Venne sconsacrata nel corso del secolo XVI, ma fu riedificata, nel suo sito originario, a fine ‘600. Dopo il disastroso terremoto del 1732, ormai inagibile, venne venduta alla famiglia de Borrellis, che la ristrutturò in civili abitazioni.

Parte della facciata dell’antica chiesa si è conservata fino ai terremoto del 1980. Oggi gli esigui resti versano in uno stato di grande incertezza.

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