
Nola / “Incontri con l’autore”: Riccardo Iacona al Masullo-Theti
Femminicidi e violenze contro le donne, crescendo impressionante in Italia, con parametri in modalità - Afganistan.“Se questi sono gli uomini”, libro di denuncia potente che svela le profonde mistificazioni della natura umana.
16\ 02\25 – “In un’epoca basata essenzialmente sull‘immagine e sull‘immediatezza del messaggio, la lettura guidata del libro appare un‘importante occasione di riflessione, di meditazione e di crescita”. È questo il leit motiv che anima il progetto “Incontri con l’autore” che da circa vent’anni l’Istituto Masullo–Theti porta avanti grazie all’ instancabile lavoro organizzativo della prof.ssa Susy Barone e al supporto del Dipartimento di Lettere.
A pochi giorni dall’incontro con Gino Cecchettin, sabato 15 febbraio le ragazze e i ragazzi dell’Istituto superiore di via Mario De Sena hanno incontrato Riccardo Iacona, giornalista, autore e conduttore della trasmissione Presa diretta, su Rai-3, autore del libro “Se questi sono gli uomini”, analisi lucida e spietata della storia di alcuni casi terribili di femminicidi, avvenuti in Italia nel 2012.
La strage delle donne, ma anche una tragedia nazionale e un bollettino di guerra che non accenna a fermarsi e che, a tredici anni di distanza dai fatti raccontati nel libro e dal primo incontro con Iacona, continua inesorabile a macinare numeri impressionanti.
L’incontro, fortemente voluto dalla Dirigente Scolastica, la prof.ssa Elisa De Luca, in collaborazione con il circolo culturale “Passepartout”, è stato coordinato dalla prof.ssa Susy Barone e ha visto la partecipazione degli alunni delle classi Il B afm, II D inf, III D inf, III C inf, IV A sia e IV A tel, accompagnati dalle docenti Tiziana De Sapio, Maria Tulino, Titti Falco, Elena Silvestrini, Susy Barone e Nicla Serpico.
Quella raccontata da Iacona, percorrendo da Nord a Sud la penisola, è una guerra che, prima di diventare cronaca, nasce nelle case e dentro le famiglie: i luoghi che dovrebbe essere i più sicuri al mondo e i cui protagonisti sono uomini che affermano di amare le loro compagne. E, invece, sono proprio loro, gli uomini, a trasformare le mura domestiche in prigioni in cui ingabbiare donne a cui non si perdona di essere libere di scegliere il proprio destino. Uomini pronti a tutto pur di tarpare le ali delle loro mogli, fidanzate, compagne, fino all’omicidio più violento ed efferato che spesso avviene nel silenzio e nell’impotenza. In apertura, l’ascolto del brano “Nessuna conseguenza”, di Fiorella Mannoia e, a seguire, un momento di raccoglimento per le donne vittime di violenza, dinanzi alle foto relative ai femminicidi del 2024.
Tantissime le domande poste da ragazze e ragazzi, incentrate su vari focus: dalle motivazioni che hanno animato la scrittura dell’autore, alle cause scatenanti le violenze, fino al ruolo delle istituzioni, delle leggi, dei social, dei centri antiviolenza e delle agenzie educative, in primis la famiglia.
Quello di Iacona è un libro duro e potente, che scandaglia la natura umana e ci dice come siamo nel profondo. Ma anche un’analisi lucida sulle motivazioni culturali alla base di questi fenomeni e che ci presentano l’Italia, afferma Iacona, come un “piccolo Afganistan”, ostile alle donne e in cui la violenza domestica molto diffusa e che non viene riconosciuta è quella psicologica, oltre che quella fisica: la violenza dei ‘non esci’, dei ‘non vai a lavorare’, dei ‘decido io le vacanze’, dei ‘sei una nullità’.
È questa la violenza che non si sente -ha denunciato il giornalista- che non è punita, ma è quella che fa altrettanto male, così come la violenza dell’indifferenza”.
Nodo cruciale delle sue risposte alle domande degli alunni è che quella dei femminicidi è una questione politica e non privata. “Non è un momento nero in cui la luce della ragione si è spenta” come dicono gli assassini al processo. Questi sono solo alibi. La verità è che gli uomini col tempo hanno perso potere e non tollerano l’avanzamento sociale, economico e politico delle donne.
Il ruolo della politica – ha continuato Iacona – è fondamentale nella scelta di leggi che non solo tutelino le donne, ma anche che le mettano in condizione dgi raggiungere una vera parità di genere. Quello che soprattutto bisogna fare è ascoltare le donne che spesso vengono colpevolizzate. Urgono più fondi ai centri antiviolenza ed “è fondamentale la prevenzione”.

















