CAMPANIACRONACHE E DINTORNICULTURAi personaggi

Nola / Evento: La chiesa del Carmine nella storia e nel culto

Convegno e Mostra organizzati dall’Associazione S.A.V.E. Saverio Carillo aps.

Venerdì 9 maggio, presso la chiesa del Carmine di Nola si è tenuto un convegno organizzato dall’Associazione S.A.V.E, in ricordo del prof. Saverio Carillo, docente di restauro alla facoltà di Architettura, ” Luigi Vanvitelli”.

E’ stata l’occasione per restituire valore storico, artistico e spirituale a uno dei luoghi più significativi della città di Nola e insieme un momento intenso di memoria collettiva dedicato a Saverio Carillo.

Saverio, infatti, nel corso degli anni, aveva dedicato diversi contributi scientifici a questo edificio di culto, a cui era particolarmente legato. Seppure non sia riuscito a vederlo realizzato, si era interessato del progetto del sagrato antistante il sacro tempio.

Dopo i saluti del parroco don Enrico Tuccillo, il progetto è stato illustrato, nell’occasione, da Dario Luciano (Saverio Carillo e il progetto per il sagrato della Chiesa Carmine in Nola), suo allievo e collaboratore, mentre Eduardo Verrillo ne ha sottolineato l’impegno artistico per il complesso parrocchiale (L’impegno artistico di Saverio Carillo per la Chiesa del Carmine).

L’iniziativa, come ha spiegato la presidente dell’Associazione Maria Carolina Campone, nel suo intervento, nasce da un lavoro di ricerca e rilettura storica che ha permesso di retrodatare la costruzione della chiesa e di ricollocarla in un contesto più ampio: quello delle trasformazioni religiose e politiche della seconda metà del Cinquecento, restituendo all’Ordine carmelitano di Nola il ruolo che merita nel panorama europeo dell’epoca.

Viene dato spazio, poi, alla lettura dei documenti storici legati alla chiesa, con Antonia Solpietro (La Chiesa del Carmine nei documenti dell’Archivio della Diocesi di Nola), direttrice dell’Ufficio beni culturali della diocesi di Nola, e la stessa Campone.

Una preziosa fonte del 1615, infatti, ci documenta che l’“hispano castellano” Didaco Gravera aveva costruita et ornata “una cappella dedicata a Santa Maria del Carmelo prossima alla porta Reale (poi porta del Carmine, attestata con questa denominazione già negli anni venti del Seicento) e che aveva la ” beatissimam Virginem pro Protectrice“. Naturalmente il Gravera aveva portato a Nola il culto delle carmelitane scalze di Santa Teresa d’ Avila, particolarmente sentito in Spagna.

Ed è a seguito della predicazione nella cattedrale di Nola del padre carmelitano Bartolomeo Petagna nel 1623 che si decise di stabilire a Nola una comunità religiosa. Ottenuta la Cappella dallo stesso Gravera iniziarono i lavori di ampliamento e la costruzione del monastero con l’acquisto di una casa masserizia della famiglia Sibilia, posta nell’area verde prossima alle mura e di un giardino della famiglia Santoro dove erano ancora i resti dell’antica chiesa di Santa Caterina delli “Vicanzi”, titolata poi al Salvatore, donata per la costruzione dell’abside e l’altare maggiore della nuova chiesa dei carmelitani calzati, diffusori in Italia.

A caratterizzare l’incontro gli interventi di tre docenti dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”: Alessandra Avella, Pasquale Argenziano e Nicola Pisacane, che hanno portato un prezioso contributo sul tema della vestizione della statua della Madonna del Carmine (La vestizione della statua della Madonna del Carmine di Nola. Immagini, disegni, modelli 3D).

Ha completato l’evento la presentazione della mostra didatticaLa chiesa del Carmine di Nola: dal passato al futuro”, che affianca a una ricca esposizione di documenti d’archivio una sezione progettuale con rilievi, planimetrie e un modello tridimensionale della statua mariana, frutto del lavoro condotto da Carillo e dai suoi studenti. La mostra è anche virtuale, grazie all’uso di tecniche di fotogrammetria per la digitalizzazione dei manufatti.

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