
L’Amministrazione Comunale di S. Antonio Abate ha conferito la Cittadinanza Onoraria al dott. Mario Cesarano
La consegna della chiave della cittadina vesuviana alla vigilia dei festeggiamenti per celebrare i 100 anni dell'autonomia del Comune.
Giovedì 5 giugno, il dott. Mario Cesarano, funzionario del MIC, ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria dall’Amministrazione comunale di S. Antonio Abate, in provincia di Napoli, dove ha operato per un decennio, con la consegna da parte del sindaco della cittadina vesuviana, Ilaria Abagnale, della chiave della città, e poi una cravatta Marinella personalizzata, una riproduzione di un affresco di Villa Cuomo.
Così aveva annunciato con un Post il dott. Cesarano l’attribuzione del riconoscimento da parte dell’Amministrazione comunale della cittadina: “Tra tutti i premi e i riconoscimenti mai ricevuti fino ad ora – ha sottolineato il dot
t. Cesarano – è l’attestazione di stima e di riconoscenza che mi emoziona di più. Devo riconoscere che per i quasi dieci anni in cui ho avuto le competenze della tutela archeologica del territorio del Comune di S. Antonio Abate ho profuso tutto l’impegno possibile per esercitare al meglio il mio dovere, non solo esercitando la tutela di un meraviglioso patrimonio, ma anche favorendone il più possibile la valorizzazione, la conoscenza, lo studio e la ricerca, tra i cittadini di S. Antonio e oltre i suoi confini. Ma non ci sarei mai riuscito, se non avessi trovato terreno fertile proprio a S. Antonio Abate, tra gli esponenti delle Amministrazioni che si sono succedute, tra i cittadini, tra i ragazzi delle scuole. Ho imparato giorno dopo giorno a conoscere e ad amare una terra ricca di storia e di storie da raccontare, fertile da un punto di vista fisico, ma anche e soprattutto umano. Ho incontrato persone e professionisti, e alcuni di loro sono diventati cari amici. Mi sono sentito nella “mia terra” e mi sono comportato da “figlio” di quella terra. Ho conosciuto Carlo Cuomo, l’uomo che in una sua proprietà si accorse della presenza dei resti di una villa rustica di età romana e investì proprie risorse finanziarie e il tempo suo e della sua famiglia per donare alla sua città e alla storia di ognuno di noi quel gioiello che oggi è la villa romana che a giusta ragione possiamo chiamare “Villa Cuomo”. Non l’ho conosciuto di persona (magari!), ma attraverso i resti che ha dissotterrato, attraverso un piccolo opuscolo che ha scritto per raccontarne la vicenda e, soprattutto, attraverso i suoi figli. Per il suo profondo senso civico è stato per me un esempio, da avere sempre a mente, non solo nel ruolo per S. Antonio Abate ma per ogni altro luogo in cui sono stato chiamato e ancora sono a fare tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale che appartiene a tutti e garantisce a tutti un insieme imprescindibile di valori. Sono onorato di ricevere la Cittadinanza Onoraria di una città che ha tanto da dire e da dare, che proprio quest’anno si accinge a celebrare i 100 anni della sua autonomia. Spero di esserne sempre degno. Grazie all’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Ilaria Abagnale, che ha voluto concedermela, unitamente a tutti i componenti del Consiglio Comunale, anche e soprattutto perché ha inteso premiare non un personaggio famoso, come spesso accade con attori e attrici o con atleti, pur degni di attenzione e capaci di assurgere a modelli di comportamento, ma un archeologo, riconoscendo tra i propri obiettivi quello di salvaguardare e valorizzare la propria storia, imprescindibile laboratorio di valori identitari. Il riconoscimento va a me ma anche a tutti e a tutte coloro che ogni giorno si impegnano, pur nella diversità dei ruoli, a garantire alle generazioni future un passato, che ci è dato in consegna col compito di trasmetterlo ai posteri”.
Il dott. Cesarano, a sua volta, nel corso della cerimonia, ha consegnato al sindaco e all’Amministrazione Comunale tutta una riproduzione dei gigli di Nola, la sua città d’origine, “convinto, ha detto, che Sant’Antonio Abate e Nola hanno tanto in comune e a testimonianza del fatto che continuerò a impegnarmi per l’una e per l’altra”.
Ha, poi, voluto ricordare i tanti che, in vario modo, lo hanno coadiuvato nel realizzare il sogno di Carlo Cuomo: Anna Iolanda D’Antuono, Carlo Coppola e la stessa Ilaria Abagnale. Non da meno è stato il supporto di Gabriele Cesarano e dei vigili, degli insegnanti delle scuole coi loro allievi, degli appassionati storici locali, di tutti i consiglieri comunali. E non ultimo è stato determinante il finanziamento da parte del Ministero della Cultura e l’impegno, responsabile e professionale, del gruppo di lavoro: la Ditta di lavoro, l’archeologa Maria Cristina Napolitano e tutta l’equipe di restauratrici.
Ora dal 25 giugno prenderanno avvio gli eventi per celebrare i 100 anni dell’autonomia del Comune di S. Antonio Abate.

















