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Lettera civile | In Italia, Il silenzio di molti scrittori e scrittrici e professionisti. E i bambini di Gaza che muoiono di fame

Di Redazione. Da Ufficio Stampa Iod edizioni

Siamo dispiaciuti. Anzi, siamo profondamente tristi e rammaricati nel constatare che molti dei nostri intellettuali, scrittori, scrittrici, accademici e anche qualche noto pediatra — che da anni si definisce difensore dei diritti dell’infanzia — non hanno mai espresso pubblicamente una condanna chiara, netta, senza se e senza ma, davanti al massacro dei bambini palestinesi nella Striscia di Gaza.

Oltre 20.000 bambini uccisi. Oltre 60.000 donne, anziani e giovani massacrati da un’operazione militare dell’esercito israeliano. E ancora, migliaia di piccoli feriti, mutilati, affamati, traumatizzati. Un silenzio insopportabile, soprattutto per chi, nella vita, ha scelto di raccontare l’essere umano attraverso la letteratura, la pedagogia, il pensiero.

Ci chiediamo — e vi chiediamo: Cosa avrebbero scritto, gridato, denunciato Pier Paolo PasoliniElsa MoranteLeonardo SciasciaItalo CalvinoUmberto EcoAlberto MoraviaAnna Maria OrteseNatalia GinzburgDario BellezzaElio VittoriniGiovanni PapiniCarlo Cassola? Sarebbero rimasti in silenzio? Avrebbero taciuto, di fronte a un genocidio trasmesso in diretta?

No. Loro avrebbero parlato. Avrebbero scritto, gridato, testimoniato. Perché un intellettuale, se lo è davvero, non può sottrarsi alla verità. E invece oggi vediamo un panorama desolante: scrittori addomesticati, giornalisti reticenti, editori che ignorano, voci che preferiscono il neutro al giusto, e una parte del mondo culturale del Nord che sceglie solo chi non disturba il manovratore. Anche di fronte a un dichiarato genocidio.

La situazione a Gaza: l’infanzia massacrata. Negli ultimi 21 mesi, secondo fonti ufficiali, a Gaza sono stati uccisi oltre 20.000 bambini33.000 altri sono rimasti feriti, in media, 28 bambini al giorno vengono uccisi: un’intera classe, ogni giorno, per quasi due anni. E questi non sono combattenti. Sono bambini uccisi mentre aspettano ciboacquamedicine. Nel frattempo, nella Cisgiordania occupata, sono detenuti 120 minori senza accusa né processo, attraverso ordini di detenzione amministrativa.

Bambini affamati, malati, dimenticati. I bambini che sopravvivono saranno segnati per sempre da privazioni, lutti, traumi. Già prima della guerra, la metà dei bambini di Gaza necessitava di supporto psicologico. Oggi, tutti i bambini di Gaza hanno bisogno di cure per la salute mentale.

E intanto avanza la fame. A giugno, su 113.000 bambini esaminati, quasi 6.000 risultavano gravemente malnutriti: un aumento del 180% rispetto a febbraio. Dal solo mese di aprile, il numero di bambini morti per fame è passato da 52 a 80: un aumento del 54% in meno di tre mesi. Più di 100 persone sono morte per malnutrizione: l’80% sono bambini. Il mondo guarda. L’Italia tace. E gli intellettuali?

Il mondo sta guardando. L’Europa finge di non vedere. L’Italia tace. E chi dovrebbe parlare, chi ha le parole per farlo, chi vive di libri, conferenze, premi letterarinon dice nulla. Allora diciamolo noi, con la semplicità dei fatti e la forza del cuore: Questo è genocidio. È infanticidio sistematico. È un crimine contro l’umanità e contro la coscienza collettiva.

E chi oggi, tra scrittori, scrittrici, artisti e medici, sceglie di non vedere, ha perso un’occasione storica per essere testimone. Per essere uomo. Donna. Voce. Coscienza. Per fortuna ci sono le voci libere delle nostre città. 

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