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Mercogliano: Al via la Festa della montagna che canta e che unisce

Dal 5 all’8 settembre il Comune alle falde del Monte Partenio è pronto ad accogliere, tra viale San Modestino e il piazzale della funicolare, tantissimi visitatori con una miriade di eventi all’insegna della cultura, le tradizioni, la spiritualità, la musica, la fede e l’enogastronomia. Di Redazione.

Dalle radici profonde di una devozione mariana germoglia a Mercogliano un cammino nuovo: la prima edizione della Festa di Montevergine, il cui nome è un richiamo alla visione teatrale di Raffaele Viviani, che seppe raccontare l’anima autentica della devozione popolare trasformandola in poesia di scena.
La Festa di Montevergine 2025 unisce pellegrinaggio di fede e di musica, diviene rito che si rinnova trasformando la tradizione in seme di cultura, di legami e di bellezza condivisa.
Promossa dal Comune di Mercogliano con la collaborazione della Cooperativa Sociale Giancarlo Siani – grande incubatore di idee e di start up giovanili, nata per contrastare le camorre anche attraverso politiche di lavoro e di riscatto sociale e territoriale – la manifestazione si avvale della raffinata direzione artistica dell’Associazione Culturale degli Scettici, che ha saputo comporre una partitura in cui la tradizione diventa linguaggio vivo e contemporaneo, senza recidere il legame con le radici popolari.
La Festa si configura come un laboratorio di futuro: concerti irripetibili, incontri inattesi, voci che custodiscono il canto antico e altre che lo reinventano, intrecciati con i sapori autentici dell’Irpinia, dove il cibo della terra incontra la musica e diventa anch’esso linguaggio di comunità, memoria e convivialità. Mercogliano, città che si offre come altare.
Mercogliano non è semplice scenario, ma corpo vivo della Festa. Città del Santuario di Mamma Schiavona, meta di pellegrinaggi e riti antichi, si disvela come teatro naturale in cui la devozione diviene canto. La Festa non è mera sequenza di eventi, ma mosaico simbolico in cui ogni voce, ogni danza, ogni
gesto si fa atto di resistenza culturale e promessa di futuro.

Al centro della Festa si colloca la nascita della Rete delle Sette Madonne, che unisce i Comuni di Mercogliano, Nocera Superiore, Pagani, Sant’Anastasia, Scafati, Somma Vesuviana e Villa di Briano. Sette comunità, una sola devozione: la Madonna come filo invisibile che lega generazioni e territori. Non celebrazione nostalgica, ma alleanza viva, che fa della spiritualità popolare strumento di resistenza culturale e promessa di futuro.
Il Premio “Sette Madonne” questo primo anno è dedicato alla memoria del Maestro Roberto De Simone, recentemente scomparso, gigante della cultura che con la sua opera ha dato voce alla tradizione popolare rendendola patrimonio universale. I premi che verranno conferiti il 6 e 7 settembre, saranno destinati a figure e realtà che hanno saputo custodire e reinventare la tradizione. Accanto ad essi, il premio speciale “Oltre le apparenze” celebrerà chi ha saputo custodire la bellezza invisibile.

Il programma completo:

5 settembre – ore 20.00: Proiezione del docufilm Voci del popolo contadino di Salvatore Raiola, omaggio ad Antonio Matrone, ‘O Lione, straordinario suonatore e costruttore di tammorre, capace di trasformare la memoria contadina in canto collettivo. Figura simbolica della tradizione popolare campana. Segue dibattito con Carlo Preziosi.

6 settembre – ore 20.00: – La serata si aprirà con la cerimonia di inaugurazione del Premio Sette Madonne: i sette sindaci dei Comuni fondatori, insieme ai delegati che hanno lavorato alla nascita della Rete, saliranno sul palco per ratificare simbolicamente questo nuovo cammino di alleanza e di sorellanza tra le comunità.

All’inaugurazione sarà presente anche l’Abate di Montevergine, che riserverà una speciale benedizione al percorso che attende la Rete e al legame spirituale e civile che unisce i sette territori. Sarà un momento solenne, suggellato dalla firma simbolica sul palco e dalla consegna dei riconoscimenti: ciascun rappresentante delle sette comunità conferirà personalmente il premio ai premiati, rendendo così concreto e condiviso il senso di questa nuova alleanza.
A seguire, il concerto inaugurale con Mimmo Maglionico e Petrarsa, insieme a Giovanni Mauriello, Ars Nova Napoli e Daniele Sepe, Toto Toralbo e Paolo Del Vecchio, ’o Lione e Tonino ’o Stocco. Apertura degli Stand dei sapori irpini.

7 settembre – ore 19.00: Teatro per bambini a cura del Teatro di Gluck (Viale San Modestino). Dalle 20.00, concerto nel Piazzale della Funicolare con Pietro Cirillo & Officine Popolari Lucane, Raffaele Inserra & Zi Nanninella, Biagio De Prisco & Nino Conte, Paranza Giuglianese, ’A Paranza ro Lione, Etnica Ditirambo. In chiusura, la seconda parte del Premio. Stand dei sapori irpini

8 settembre – ore 18.00: Mostra fotografica di Rossella Orsi, La Tammorra senza tempo, dedicata a Marcello Colasurdo. Alle 20.00, concerto conclusivo con Mascarimiri, 99 Posse e ’O Lione & Friends. Stand dei sapori irpini.

Ad aprire ogni serata sarà la voce di Michelina a’ Vicaria, anziana custode dei canti devozionali mercoglianesi: con Vergenella, antico canto della novena dell’Immacolata, la sua voce diventerà sigillo spirituale della Festa, memoria che si fa presente, invocazione che diventa promessa.

Un’alba di futuro. La Festa di Montevergine è un’alba: rito che si rinnova, canto che accoglie l’eco della memoria e la forza dell’innovazione.
Montevergine chiama, e il popolo risponde: con il passo della danza, il battito del tamburo, il canto che unisce.
Non soltanto una festa, ma l’inizio di un viaggio comune: quello di una comunità che sceglie di fare della propria tradizione un atto di resistenza culturale e un seme di speranza per il domani.

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