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Avella: Restaurata, la tela di Nicola Malinconico ritorna nella Chiesa-Collegiata di San Giovanni Battista

Il monumentale edificio di culto è legato ai nomi di Luigi Vanvitelli e del cardinale Bartolomeo D’Avanzo.

Nel pomeriggio dell’11 settembre, la Comunità avellana, attenzionata dal parroco don Giuseppe Parisi, ha vissuto un momento di grande emozione e orgoglio perché, dopo circa un anno di un attento e scrupoloso restauro, è stata riconsegnata alla Chiesa-Collegiata di San Giovanni Battista la monumentale tela di Nicolò Malinconico (Napoli 1663 – (?) 1727, pittore napoletano del Settecento, allievo del Giordano, che rappresenta «Madonna con Bambino tra sant’Anna e san Giuseppe, con i santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Sebastiano»,  e che campeggia dietro l’altare maggiore.

La cerimonia, alla presenza del parroco don Giuseppe Parisi, ha visto la partecipazione attiva dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Biancardi, dei restauratori della ditta Paolo Vassallo di Montecorvino Rovello, dei rappresentanti della Soprintendenza e della dottoressa Antonia Solpietro, responsabile dei Beni Ecclesiastici della Diocesi, da anni impegnata in numerosi interventi conservativi, ad incominciare da Avella.

I restauratori, nel loro intervento, servendosi anche di slide, hanno illustrato ai fedeli, accorsi numerosi, le fasi dell’intervento, durato circa dodici mesi, che ha permesso di restituire alla tela l’originaria brillantezza, di oltre tre secoli fa. Un risultato straordinario questo, in quanto l’opera è stata riportata per circa il 95% alla sua autenticità originale, con interventi minimi ma mirati.

Quella del Malinconico non è il primo progetto di valorizzazione del patrimonio artistico della Collegiata voluto da don Giuseppe Parisi. Negli anni scorsi, infatti, sono stati restaurati anche la statua di San Sebastiano, il Crocifisso ligneo cosiddetto del cardinale D’Avanzo e altre preziose opere custodite nella chiesa. “Il tutto, ha sottolineato don Giuseppe, grazie al contributo delle offerte di varia natura da parte dei fedeli”.

La riconsegna della tela del Malinconico rappresenta, dunque, un ulteriore passo nel cammino di riscoperta e tutela delle radici storiche, culturali e religiose della comunità di Avella, che può ora tornare ad ammirare uno dei suoi tesori artistici più significativi.

La chiesa attuale, legata al nome di Luigi Vanvitelli e al cardinale Bartolomeo D’Avanzo che la restaurò, è uno dei più importanti monumenti architettonici religiosi a cavallo tra l’Irpinia e la Campania Felix, propriamente detta.

Ha pianta a croce latina, con navata unica, un transetto poco profondo e un’abside poligonale. La forma della cupola è ogivale, la sommità è chiusa da una lanterna cieca a forma di medusa.

Nel suo interno si può ammirare l’altare dei Principi Colonna, realizzato a fine Settecento e dedicato all’Immacolata, ma anche la tomba monumentale del cardinale D’Avanzo (Avella, 3 luglio 1811 – Avella, 20 ottobre 1884).

Ad accrescere la rilevanza di questa chiesa-collegiata è anche la presenza di dipinti di altri grandi artisti: oltre al summenzionato dipinto di Nicolò Malinconico, vi è un «Cristo Redentore con i simboli della Passione» (1581), di Decio Tramontano; un «San Vincenzo Ferreri che salva un muratore da una caduta», di Scuola settecentesca napoletana; una «Vergine in gloria con i Santi» (1821) e una «Pietà» di Odoardo Fischetti.

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