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Scossa di terremoto in Irpinia: l’invito alla calma e l’appello dei sindaci

La scossa, pur breve ma ben avvertita, ha riportato l’attenzione sulla vulnerabilità sismica dell’Irpinia, a meno di un mese dal 45° anniversario del terremoto del 1980.Servizio da e di Andrea Squittieri.

Alle 14:40 del pomeriggio di ieri, venerdì 24 ottobre, un terremoto di M 3.6 è avvenuto nei pressi di Grottolella, un piccolo comune a nord di Avellino. La scossa è stata localizzata ad una profondità di 16 km ed è stata chiaramente avvertita in gran parte della Campania, in particolare nella zona vesuviana, sulla penisola sorrentina e nell’avellinese.

Il sisma, avvertito distintamente anche nei paesi limitrofi, ha provocato momenti di paura ma, fortunatamente, non ha fatto registrare danni a persone o cose. Subito dopo l’evento, il Comune di Grottolella ha diffuso un comunicato confermando la situazione sotto controllo: “Al momento– si legge nella nota – non si registrano danni. Il Comune, in collaborazione con gli organi preposti, avvierà le consuete verifiche di sicurezza e in serata convocherà il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) presso la sede municipale”.
Il sindaco Antonio Spiniello, che ha invitato la popolazione a seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali del Comune, evitando allarmismi, ha ringraziato insegnanti, personale scolastico e forze dell’ordine per la prontezza e la calma dimostrate: “Un sentito ringraziamento va a tutto il personale delle nostre scuole per la professionalità nell’attuare le procedure di sicurezza. Un grazie anche ai Carabinieri del Comando di Montefredane, alla Protezione Civile e agli operatori della Misericordia di Altavilla Irpina per il tempestivo intervento”.

Ad Altavilla Irpina il sindaco Mario Vanni si è recato immediatamente presso gli edifici scolastici per verificare di persona la situazione: “Al momento non si registrano criticità, ma solo tanto spavento. Invito tutti a mantenere la calma e a seguire soltanto i canali istituzionali”.
Nel vicino comune di Montefredane, il sindaco Ciro Aquino ha disposto la chiusura precauzionale delle scuole per consentire le verifiche tecniche sugli edifici e ha diffuso un vademecum sui comportamenti da adottare in caso di emergenza sismica.
La scossa, pur breve ma ben avvertita, ha riportato l’attenzione sulla vulnerabilità sismica dell’Irpinia, a meno di un mese dal 45° anniversario del terremoto del 1980.
Negli ultimi secoli questa specifica area della regione non è stata colpita da eventi sismici particolarmente rilevanti, ma è considerata comunque a medio-alta pericolosità sismica per la sua vicinanza ai forti terremoti dell’Irpinia del 1702 (Mw 6.5) e del 1732 (6.7).

Secondo le analisi dell’INGV, la scossa è stata provocata da una faglia inversa, cioè da una struttura geologica in cui un blocco di roccia si solleva principalmente verso l’alto. Per fare qualche esempio, si tratta dello stesso tipo di meccanismo che ha generato i terremoti dell’Emilia nel 2012 e quelli dell’Adriatico nel 2022. Al contrario, i violenti terremoti che colpiscono l’Irpinia sono dovuti alla rottura di faglie dirette, in cui il terreno si muove principalmente verso il basso. Questo è il meccanismo tipico dei terremoti appenninici, come quelli dell’Aquila nel 2009 o di Amatrice-Norcia nel 2016.

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