Ad Acerra convegno su “Ambiente, Bonifiche e Comunità: il quadro attuale”
L’intervento del DG di Arpac, Stefano Sorvino, che sottolinea alcuni aspetti della discussione. Di Redazione 22 Gennaio 2026.

Si è tenuto lo scorso 20 gennaio, presso la sala consiliare del Comune di Acerra, l’incontro su “Ambiente, bonifiche e comunità: il quadro attuale”. Un incontro aperto alla cittadinanza all’indomani della pubblicazione della prima relazione dell’Osservatorio Regionale sull’inceneritore di Acerra (https://www.genteeterritorio.it/inceneritore-di-acerra-pubblicata-la-relazione-dellosservatorio-regionale/), l’organismo indipendente presieduto dal direttore generale dell’Arpa Campania, Stefano Sorvino, che ha il compito di fare da interfaccia fra i cittadini e le loro associazioni, le istituzioni e il gestore dell’impianto.
Un tema particolarmente sentito nel territorio di Acerra, i cui abitanti chiedono risposte: sul funzionamento dell’impianto come sullo stato delle bonifiche, sull’inquinamento atmosferico come sulla repressione dei reati ambientali. Non a caso il parterre dei relatori è stato di particolare rilievo, tra gli altri sono intervenuti, dopo i saluti istituzionali del sindaco Tito d’Errico e l’introduzione di Raffaele Lettieri, presidente del Consiglio comunale di Acerra: il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna; il prefetto di Napoli Michele Di Bari, il commissario di Governo per la Terra dei Fuochi, Giuseppe Vadalà; il viceprefetto delegato al contrasto ai roghi, Ciro Silvestro; la direttrice generale dell’Asl Napoli 2, Monica Vanni; l’assessora regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro; il direttore generale dell’Arpa Campania, Stefano Sorvino, il quale ha sottolineato alcuni aspetti che vi proponiamo in estrema sintesi.
In primis la Mappatura, il censimento e la classificazione dei suoli agricoli di Terra dei Fuochi, attività che l’Arpac svolge fin dal 2014, presupposto essenziale per gli interventi di bonifica e l’interdizione dei suoli contaminati, in base al criterio fondamentale della sinergia fra tutela dell’ambiente, della sanità e della salute.
A seguire la necessità di intensificare la collaborazione con il commissario Vadalà, grazie al quale è già stato incrementato il lavoro di mappatura, al fine di emanare i necessari decreti interministeriali di interdizione totale o parziale all’uso agricolo e zootecnico e realizzare i necessari interventi di bonifica. Interventi proceduralmente particolarmente complessi e articolati, sui quali si sta lavorando per semplificarli e velocizzarli.
Un altro aspetto è quello del problema dei rifiuti abbandonati, di cui si occupa il viceprefetto Silvestro, in merito al quale Arpac ha da tempo elaborato le linee guida per semplificarne correttamente la rimozione. Poi, la continua e proficua collaborazione con le Autorità giudiziarie, con le forze di polizia ed i vari organi straordinari.
Un altro aspetto fondamentale è quello che la prima relazione dell’Osservatorio sull’inceneritore di Acerra deve essere oggetto di divulgazione e confronto. I lavori dell’Osservatorio sono nel secondo anno di attività al fine di riorganizzare, coordinare e valorizzare i dati esistenti relativi sia al monitoraggio ambientale che sanitario, ma hanno già sviluppato valutazioni e proposte elaborate collegialmente dagli enti che ne fanno parte. Questo lavoro deve essere il punto di partenza per successivi approfondimenti.
A seguire il tema dell’inquinamento atmosferico, il cui monitoraggio è necessario potenziare. Due i filoni fondamentali: la speciazione del particolato e delle fonti emissive, la modellistica della dispersione dell’inquinamento in atmosfera. A tal fine, la Regione Campania ha previsto la realizzazione di un avanzato laboratorio integrato per l’analisi specialistica della qualità dell’aria in tutti i suoi aspetti.
Non da ultimo il problema del miglioramento della conoscenza, delle connessioni fra ambiente e salute, della divulgazione dei dati. Un lavoro, quest’ultimo, che Arpac svolge già da tempo con particolare attenzione e trasparenza: “non ci sono dati nascosti nel cassetto”. A meno, ovviamente, di quelli inerenti le indagini penali.
Insomma: confronto, analisi, sinergia e divulgazione sono centrali per una efficace tutela dell’ambiente e della salute e per un corretto rapporto con la comunità territoriale.

















