CALCIO

MARADONA: IN CENTINAIA ALLA CAMERA ARDENTE

A NAPOLI SARA' LUTTO CITTADINO

Dopo lo shock e il dolore, ora non resta che il ricordo: la morte di Diego Armando Maradona ha sconvolto il mondo del calcio, ma non solo.
La camera ardente è stata allestita alla Casa Rosada, palazzo presidenziale argentino, a Buenos Aires dove il popolo albiceleste è accorso per l’ultimo saluto al suo eroe.
Intanto i risultati preliminari dell’autopsia parlano di “insufficienza cardiaca acuta” come causa del decesso.
Centinaia di bengala rossi si sono accesi intorno a tutta la circonferenza dello stadio San Paolo alle 18.20 e migliaia di tifosi hanno cominciato a cantare insieme “Ho visto Maradona“. È la coreografia finale organizzata dagli ultras per mandare il loro saluto all’asso argentino prima della sfida di Europa League del Napoli.
Lutto cittadino a Napoli nel giorno delle esequie di Diego Armando Maradona ed esposizione delle bandiere a mezz’asta negli edifici comunali, anche per le 24 ore successive alle esequie. Lo dispone l’ordinanza firmata dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Il lutto cittadino è proclamato in virtù del fatto che – si legge – “Maradona è stato il miglior interprete del calcio mondiale ed è entrato a far parte della storia e del patrimonio di Napoli con cui si è creato un legame indissolubile, unendosi al dolore dei familiari e dell’intero popolo argentino“.
Nell’ordinanza, inoltre, si evidenzia che Maradonacon il suo talento e la sua magia ha onorato per sette anni la maglia della squadra del Napoli, regalandole i due scudetti della storia e altre coppe prestigiose, e ricevendo in cambio dalla città intera un amore eterno e incondizionato. Quel legame profondo e indissolubileprosegue il testoche da subito si è creato con i tifosi, cui ha regalato successi mai conseguiti prima e ancor oggi ineguagliati, è diventato negli anni un amore viscerale con la città, un rapporto unico e saldo con l’anima più sincera della comunità partenopea“.
Una scomparsa improvvisa da cui “l’intera comunità cittadina è rimasta profondamente turbata. La città di Napoli perde uno dei figli che maggiormente le ha dato onore e prestigio sul palcoscenico internazionale“. E proprio in virtù del profondo legame, l’Amministrazioneinterpretando i sentimenti che accomunano tutta la cittadinanza in questo momento doloroso, intende dare un segno tangibile della profonda e sentita partecipazione all’evento luttuoso“.
Maradona ha incarnato il simbolo del riscattosi sottolinea ancora nell’ordinanzadi una squadra e dell’intera città che in lui si è pienamente identificata e in lui supera ogni divisione e mortificazione. Maradona ha combattuto i pregiudizi e le discriminazioni di cui erano ancora oggetto i napoletani all’interno degli stadi, diventando idolo dell’intera città e mai nessuno è riuscito ad immedesimarsi in modo così completo nel corpo e nell’anima di Napoli, con la quale el Pibe de oro condivide la genialità e l’unicità, ma anche la sregolatezza e i tormenti che lo rendono vero figlio della città, una città che gli perdona anche le debolezze e le fragilità dell’uomo che mai offuscano la grandezza del campione“, conclude il testo.
Non solo una lettera ai familiari e il ricordo nella preghiera. Papa Francesco, argentino di nascita anche lui, dedica a Diego Armando Maradona, scomparso ieri, anche una storia dal suo account di Instagram. Sull’account Franciscus, nella sezione storie, appare, infatti, una foto di un loro incontro in Vaticano di qualche anno fa. Nella foto entrambi appaiono sorridenti, il calciatore argentino anche visibilmente emozionato. In basso compare lo stemma del Pontificato e il marchio di Vatican News. La storia e’ accompagnata dall’hashtag .RIPMaradona.

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