
3 maggio, festività dell’Inventio Crucis (rinvenimento della Croce)
La storia del crocifisso ligneo del XIV sec.
C.E. – Forse non tutti sanno che nel 1859 il re delle Due Sicilie, Ferdinando II, autorizzò il Comune di Cimitile «a tenere un’annua fiera dal primo a’ 3 maggio». In precedenza, è attestata la presenza occasionale di «mercanti di stoffe, sete, argenti e ori, che vi formavano un piccolo mercato», come scriveva Gianstefano Remondini nel 1747.
L’istituzione della fiera era connessa alla festività dell’Inventio della Croce, che a Cimitile ha una lunga tradizione legata alla venerazione per il crocifisso ligneo del XIV secolo, conservato nella parrocchiale, ma proveniente dalla basilica di S. Felice.
Tra il 1792 e il 1796, a seguito dell’abbattimento della basilica, il crocifisso fu trasferito nella chiesa di S. Maria degli Angeli, dalla quale poi agli inizi dell’Ottocento fu portato (insieme alle statue dell’Addolorata e di S. Giovanni Evangelista) nell’omonima cappella annessa alla nuova parrocchiale di S. Felice.
Fissato alla croce con tre chiodi, secondo la consuetudine attestata dalla seconda metà del Duecento, Cristo presenta il capo reclinato verso destra e il corpo piegato sull’addome e sulle ginocchia, che appaiono fortemente sporgenti. La croce ha la forma di Y, dal momento che l’asse trasversale è costituito da due bracci inclinati e leggermente ricurvi che si divaricano all’altezza della vita di Cristo. La scultura, come attestano alcune tracce di policromia, era in origine stuccata e dipinta.
I danni subiti nel corso dei secoli furono mascherati, a partire dalla metà dell’Ottocento, con lamine d’argento, fissate da chiodi, che aggravarono le già precarie condizioni del legno tarlato. Nel 1913 il crocifisso fu al centro dei festeggiamenti del centenario costantiniano, al culmine dei quali il 3 maggio «fu portato processionalmente in trionfo per un tratto delle vie del paese».
Per limitare i danni alla scultura, nel 1926 l’ispettore onorario ai monumenti di Cimitile, dott. Gaetano Peluso, si rivolse invano al soprintendente Gino Chierici, affinché il crocifisso non fosse più portato in processione il 3 maggio. Al deplorevole stato di conservazione in cui versava la scultura, si pose rimedio nel 1965, allorché, grazie all’interessamento del parroco Giuseppe Mautone (1942-80), fu restaurata a cura della Soprintendenza alle Gallerie di Napoli.
Non più spostato dalla cappella per quasi trent’anni, il 23 maggio 1992 il crocifisso fu portato a Nola e collocato sul palco allestito per la celebrazione tenuta da papa Giovanni Paolo II.
Tra giugno 1997 e maggio 1998, grazie all’interessamento del Centro Studi e Ricerche di Cimitile e al finanziamento dell’Amministrazione Comunale di Cimitile, il crocifisso fu restaurato presso il laboratorio della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Napoli.
Per chi volesse saperne di più: C. Ebanista, “Il crocifisso ligneo del XIV secolo”, in “La parrocchiale di S. Felice nel complesso basilicale di Cimitile”, a cura di C. Ebanista, Napoli-Roma 1999, pp. 13-81.
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