
LA GIOIA DI VIVERE
Riflessioni di Carmine Magnotti.
La felicità è la grande promessa dell’economia di mercato. Ieri prometteva il benessere, oggi la felicità. Una felicità che ha a che fare con l’avere, il confort, con la crescita, con il di più, con il divertimento e il piacere. Queste sono felicità commerciali che ci piacciono e sono anche “buone”, ma sono, ahimè, passeggere.

Ma a parte queste felicità e questi piaceri, c’è qualcosa, secondo me, di diverso e di molto più importante è la “gioia di vivere”. L’ho scoperta questa estate, quando ho accompagnato al mare dei ragazzi di una Casa famiglia per alcuni giorni.
Le colazioni in loro compagnia, le passeggiate di prima mattina in pineta a respirare l’aria salmastra e ricca di ossigeno, le corsette sul bagnasciuga, i momenti in spiaggia e soprattutto le loro parole e il loro stupore davanti agli spettacoli della natura, mi hanno fatto riscoprire la gioia di vivere.
Tutti la conoscevano “questa gioia” e la conoscevano le generazioni passate. Era la consolazione dei poveri durante le grandi angustie della vita. Non ha nulla a che fare con il confort e ancor meno con la ricchezza. E’ quella letizia che si accende improvvisamente, né cercata, né attesa. Si accende durante la cena nel piccolo hotel per pensionati, dove arriva un suonatore di organetto che intona canzoni antiche. Tutti si mettono insieme a cantare e a battere le mani, e qualche coppia più giovane accenna ad un passo di danza.
La “provvidenza” ha messo questa risorsa tra quelle essenziali per vivere e l’ha nascosta nelle piccole cose. E’ forse per questa ragione che i puri di cuore riescono a coglierla. Qualche volta arriva dopo un grande dolore, una depressione, un lutto, e il suo arrivo annuncia l’aurora di una vita.
Possiamo comprare alcune felicità, la gioia di vivere, invece, è gratuita ed è la più bella. Arriva spesso, quasi ogni giorno. Siamo noi che dobbiamo imparare a riconoscerla e a farle spazio.

















