
Ricordo di Enzo Barone
Personaggi, territorio e tradizioni dal Post di Giampaolo Petrillo.
Oggi (il 9 maggio per chi legge) ricorre il sesto anniversario dalla dipartita di mio zio, Enzo Barone, mio padrino di battesimo. Una mente brillante, fervida di iniziative socio-culturali. Uno scrittore, un poeta che nutriva, nel contempo, una fortissima passione per il teatro, che ha coltivato fin dalla più tenera età, tanto da mettere in scena diverse commedie da lui stesso dirette e scritte e, su tutte, la vita e il sacrificio del protomartire Stefano.
È stato tra i fondatori e i più attivi promotori delle attività del Circolo Culturale “L’Incontro” ed era un appassionato di sport, che ha, in parte, praticato nell’età giovanile (soprattutto, la pallavolo), ma principalmente amato e apprezzato, a 360 gradi, dal calcio all’atletica leggera, dal tennis, all’automobilismo, dal ciclismo alla più sconosciuta delle discipline sportive.
Aveva interessi di ogni genere e spaziava nelle conversazioni su qualsiasi argomento, riuscendo a parlare, con padronanza e piena cognizione, di diritto, economia, storia, poesia, letteratura, filosofia, enologia, musica e quant’altro, forte com’era di una solida cultura umanistica e di tante esperienze di vita vissuta alla Dogana del Porto di Napoli.
Era un “carducciano”, storico liceo di Nola, ed era stato tra i suoi allievi più meritevoli. Non era mai banale. Tutt’altro. E rendeva appassionante ogni dialogo o confronto, mostrando saggezza e capacità di immedesimazione e di ascolto dei suoi interlocutori, tant’è che in molti si rivolgevano a lui per chiedergli consigli e consulenze, anche tecnico-giuridiche, se necessario. Aveva tanti pregi e qualche difetto, ma i primi compensavano di gran lunga i secondi e riusciva a coinvolgere un po’ tutti nelle sue iniziative.
Ancora gli sono grato per gli splendidi momenti di crescita personale vissuti con lui nell’organizzazione dei Memorial “Antonio Petrillo”, della “Penna d’Oro”,concorso riservato agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, e della “Befana dei New Bush Antonio Petrillo”; manifestazione quest’ultima di cui è stato uno dei promotori assieme a mio fratello Antonio e agli operatori e cameramen della rete televisiva locale, R.T.B., nel periodo in cui egli collaborò attivamente con l’emittente, quale redattore e ideatore di programmi televisivi. Indimenticabile è stata la sua “Tombolata” su R.T.B., che, nel periodo natalizio, teneva incollati al televisore migliaia di baianesi e di mandamentali.
Potrei andare a ritroso nel tempo e risalire fino agli anni spensierati della mia fanciullezza. Lui c’era sempre e non mancava mai di farmi sentire forte la sua presenza. Uno scrigno di cari e dolci ricordi che, come dei flash-back, mi sembra ancora di poter toccare e vivere, ma che, purtroppo, appartengono al passato, sia pure recentissimo. Un passato, però, che non muore, ma che rivive ogni giorno in me e in tutti coloro che l’hanno conosciuto e apprezzato.
Ciao zio, il tuo ricordo è vivido nei nostri cuori, come una fiamma sempre accesa che ci riscalda e ci conforta.

















