Crisi della nocciola: L’Associazione Valle del Clanio al Tavolo Regionale con Proposte e Soluzioni per una Corilicoltura resiliente
Obiettivo: trasformare l’emergenza di oggi in un’opportunità per costruire una corilicoltura più resiliente e competitiva per il futuro.

L’Associazione Valle del Clanio, ufficialmente invitata a partecipare al Tavolo Nocciolo, convocato dall’Assessore Regionale all’Agricoltura Nicola Caputo, tenutosi martedì 26 agosto 2025, ha partecipato con una propria delegazione, guidata dal Presidente Biagio Arbucci e composta dagli agronomi Sergio De Luca e Felice Conte.
L’incontro ha affrontato le criticità della raccolta delle nocciole, con un focus sul cambiamento climatico e la cimice asiatica.
L’Associazione, che ha accolto l’invito con grande senso di responsabilità, consapevole dell’importanza di rappresentare degnamente le istanze di tutti gli agricoltori del Baianese-Alto Clanio in un contesto così rilevante, ha ringraziato l’On. le Enzo Alaia, che “ha voluto fortemente la nostra presenza a questo tavolo tecnico”.
Al tavolo l’Associazione Valle del Clanio ha portato un documento dettagliato che delinea proposte concrete per un intervento immediato e strategico.
Le richieste si articolano su quattro assi principali: la dichiarazione dello stato di calamità naturale per attivare i primi ristori; i sostegni strutturali come sgravi contributivi e piani assicurativi; gli investimenti in ricerca per lo studio di varietà resistenti e il potenziamento della lotta biologica alla cimice; e la rimodulazione delle misure regionali per supportare la riconversione varietale e il reddito delle aziende durante la fase di impianto.
In particolare, sono state presentate le prime evidenze della sperimentazione su nuovi ecotipi resistenti, come il ‘Kalù 17’ e la ‘Tonda Avellana’, ed è stato chiesto che questo lavoro, attualmente portato avanti a spese dei soci dell’Associazione, venga integrato e supportato economicamente e tecnicamente dalle Istituzioni.
“Il nostro obiettivo – ha detto Biagio Arbucci – è chiaro: trasformare l’emergenza di oggi in un’opportunità per costruire una corilicoltura più resiliente e competitiva per il futuro”.

















