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POMIGLIANO D’ARCO: IL CONSIGLIO COMUNALE NON SARÀ SCIOLTO

Chiuso il procedimento. Riflessioni e considerazioni di Antonio Caccavale.

La notizia della chiusura del procedimento, avviato nel mese di dicembre dello scorso anno a carico dell’Amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco, il cui esito si è concluso con l’accertata insussistenza di rapporti con la criminalità organizzata, è stata orgogliosamente commentata, dal sindaco Raffaele Russo, con le seguenti parole: “Oggi è stato finalmente restituito l’onore e la dignità che la Città di Pomigliano d’Arco, la sua Amministrazione Comunale e l’intero Consiglio Comunale meritano. Il decreto del Ministero dell’Interno che sancisce il non scioglimento per infiltrazioni camorristiche certifica, nero su bianco, ciò che abbiamo sempre sostenuto con fermezza, a testa alta e senza esitazioni: in questo Comune non è mai esistita alcuna forma di collusione con la criminalità organizzata. La camorra non ha mai avuto cittadinanza in questo Palazzo. E mai l’avrà”.

Tuttavia, se l’esito del procedimento può essere, a ragione, rivendicato come una sorta di sigillo di legalità, le “ripetute irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali che denotano una generale scarsa osservanza dei precetti di buon andamento e correttezza dell’azione amministrativa” evidenziate dal ministro Piantedosi nel documento di chiusura del procedimento, non possono, sia pure parzialmente, non inficiare l’esito assolutorio dello stesso.

Il fatto che non siano state riscontrate collusioni dirette dell’Amministrazione Russo con la camorra non ha fatto desistere, il ministro, dal decretare alcune linee guida a cui il Sindaco, la Giunta, il Consiglio e gli Uffici comunali dovranno attenersi. Si tratta di prescrizioni che riguardano questioni di non poco conto.

Il prefetto Michele di Bari

L’Amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco dovrà predisporre direttive in materia di verifiche, controlli antimafia e utilizzo della banca dati nazionale antimafia, in particolare per quanto attiene agli affidamenti di lavori e servizi pubblici.

Dovrà assicurare la regolare tenuta e aggiornamento dell’albo dei fornitori di lavori e servizi pubblici al fine di salvaguardare il rispetto dei principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento.

Dovrà rafforzare l’attività di controllo in materia di rilascio delle autorizzazioni commerciali da parte del Suap (Sportello Unico Attività Produttive).

Dovrà adeguare gli strumenti regolamentari, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti le procedure assunzionali, anche al fine di garantire, nel contempo, la necessaria rotazione degli incarichi nelle commissioni aggiudicatrici.

Dovrà darsi delle linee guida volte a garantire l’ottimale gestione del patrimonio comunale e dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Dovrà dare puntuale attuazione alle pronunce del giudice amministrativo in materia di riorganizzazione degli uffici, potenziando i servizi di controllo e vigilanza, con particolare riferimento alle attività dell’ufficio tecnico e della polizia locale, nell’ottica di una maggiore efficacia dell’attività di prevenzione affidata al Comune.

L’innegabile pregnanza delle suddette prescrizioni lascia intendere che, se anche non siano stati riscontrati rapporti diretti dell’Amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco con la criminalità organizzata, le “ripetute irregolarità amministrative e disfunzioni gestionali che denotano una generale scarsa osservanza dei precetti di buon andamento e correttezza dell’azione amministrativa” possono, di fatto, favorire i sodalizi criminali.

ll dott. Luigi Maiello

Per finire: chi ha avuto modo di seguire alcune questioni che hanno riguardato i servizi di controllo e vigilanza della polizia locale di Pomigliano d’Arco non può non ricordare la vicenda, che ancora oggi appare poco chiara, del già comandante della polizia locale di Pomigliano, dott. Luigi Maiello, alle prese con una disputa legale, a dir poco grottesca, con l’Amministrazione Russo.

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