ADDIO AL PROFESSOR GIUSEPPE LINDINERRO
Il vicepresidente dell'Associazione Associazione Internazionale 'Amici di Pompei' si è spento il 7 febbraio scorso nella sua abitazione di Pompei all'età di 93 anni.
Giuseppe Lindinerro è stato per anni una delle voci storiche degli Scavi di Pompei. La sua lunga esperienza di studioso e conoscitore profondo dell’antica città vesuviana ne hanno fatto da sempre un punto di riferimento per generazioni di guide turistiche di cui era una sorta di padre affettuoso.
Sempre prodigo di informazioni preziose sugli aspetti più minuti delle antiche cittadine sepolte dall’eruzione vesuviana del 79, era un autentico spirito libero, una mente giovane e lucida che si è sempre nutrita delle continue novità scientifiche che emergevano dagli scavi anche recenti che ‘coniugava’ con il suo straordinario bagaglio di ‘antiche’ conoscenze.
Aveva conosciuto i grandi archeologi e studiosi di Pompei. Aveva conosciuto Amedeo Maiuri, Matteo Della Corte. Aveva attraversato gran parte della storia novecentesca degli Scavi pompeiani. Fin dalla sua infanzia vissuta alla Casina dell’Aquila, giocando tra le antiche pietre, attraversando ampie porzioni non ancora scavate della città antica per andare a scuola. E poi i terribili giorni dei bombardamenti del 1943, e poi lo studio, la passione per l’archeologia che non poteva non essere inevitabile se si era cresciuti in quel ‘paradiso’ di tesori dell’antica romanità.
E poi, ancora, l’incontro con l’anima gemella: quella moglie amatissima e bellissima che gli aveva regalato figli ma anche il più grande dolore della sua vita, quando poi la perse.
Ma don Peppino appariva, ed era, simbolo di resilienza. Ad ogni dolore, ad ogni “caduta”, si rialzava. Sempre. E continuava a raccontare la ‘sua Pompei’, fatta di incredibili ricordi introvabili sui tanti libri di archeologia che si sono scritti su Pompei.
Il “giovane” Lindinerro, anche quando il tempo e gli anni gli avevano incanutito il capo, restava sempre un uomo di fascino che con il suo sguardo fatto di occhi ‘azzurro-mare’ incantava ancora le folle di giovani colleghi, di studiosi che in lui ritrovavano lo spirito di don Amedeo, di cui sembrava l’ultimo epigono.
Stasera quegli occhi si sono chiusi per sempre. Ma non il suo insegnamento, vivo e giovane. Ci mancherà tantissimo. Lo piangeremo ogni volta che ci aggireremo per le strade della sua amata Pompei.
Domani gli daremo l’ultimo saluto. Un doveroso ed irrinunciabile addio all’ultimo pompeiano. E che la terra gli sia lieve. Ciao Peppino…
Associazione Internazionale ‘Amici di Pompei’

















