
“Anita e Nora, due donne in fuga da Wagna a Trieste”, edito da Delta 3 edizioni, è il nuovo romanzo storico di Gaetana Aufiero
Il lavoro viene presentato nell’ex Carcere Borbonico di Avellino da Anna Maria Zaccaria, docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli, e dallo scrittore Franco Festa.
“Anita e Nora, due donne in fuga da Wagna a Trieste”, edito da Delta 3 edizioni, è il nuovo romanzo storico di Gaetana Aufiero, che viene presentato nella Sala blu dell’ex Carcere Borbonico, un romanzo che non lascia indifferente il lettore perché racchiude tutto ciò che è il coraggio delle donne e il loro adattarsi alle situazioni più disperate.
Il lavoro della Aufiero viene presentato da Anna Maria Zaccaria, docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli, e dallo scrittore Franco Festa. Sono presenti, insieme all’autrice, Vincenza Luciano, Consigliere di Parità della Provincia di Avellino, e l’editore Silvio Sallicandro. Conduce e modera il Direttore del Quotidiano del Sud Gianni Festa.
E’ la storia di due donne, legate da un affetto profondo, separate dagli eventi in una terra sempre più dilaniata da odi e contrasti etnici che inevitabilmente rimanda agli odi di oggi, alla guerra in Ucraina.

L’autrice, con grande accuratezza, mescola fatti creati dalla sua mente con fatti storici drammatici, accaduti tra la prima e la seconda guerra mondiale su quella linea di confine che unisce l’Italia all’ex Jugoslavia, una storia fatta di deportazioni, rastrellamenti, sofferente, epurazioni. In tutto ciò le figure di queste due donne, Anita e Nora, svettano e si incastrano nella narrazione della Aufiero con vibrante umanità.
L’autrice è molto brava a raccontare la storia di crescita umana di queste due amiche, le cui vicende personali sono molto diverse, ma che proprio per ciò unite più che mai negli anni da una voglia irrefrenabile di costruire una pace dove non c’era e a dispetto del luogo dove erano.
Una storia di confine, che non è solo un luogo geografico, ma è il confine che separa l’umanità dalla disumanità, dalla distruzione alla costruzione di rapporti veri tra esseri umani di diversa estrazione socio-politica.

“La scrittura della Aufiero resta in equilibrio su questo confine che separa ciò che è stato da un presente di sofferenza di uomini e donne come Anita e Nora che, dall’Istria a Trieste, si sono ritrovate in una guerra che non volevano combattere, deportate in un campo di internamento e divenute poi il punto di riferimento l’una per l’altra” (Daniela Merola in Road TV Italia”. In questo campo di prigionia costruiscono una comunità di sopravvivenza, prendendosi cura di bambini e feriti e, negli anni, cambiano profondamente la loro visione della vita, ma non la loro amicizia.
La Aufiero, nell’esaltare il sentimento dell’amicizia, quale dono prezioso e indispensabile, racconta gli orrori della guerra attraverso i rastrellamenti ad opera del dittatore Tito, che hanno caratterizzato la Venezia Giulia e la Slovenia di questo periodo storico, unendo così una storia di fantasia con la storia vera.
Trama – Nell’Europa sconvolta della Grande guerra, tra imperi morenti, massacri, deportazioni e violenze, in un mondo stravolto, dilaniato anche dall’esplosione di nuovi nazionalismi, lontanissimo dalla serenità della bella époque, due donne in fuga dal cuore dell’Impero Austro Ungarico verso il litorale Adriatico!
Anita, un’affascinante cantante del Lirico di Trieste, che ha rinunciato ad una carriera brillante per seguire a Capodistria l’uomo di cui si è innamorata. Nora, invece, è una ragazzina slava, deportata con sua madre in una città di legno sorta nel cuore dell’area danubiana durante la guerra “del quattordici”.
Sola senza la madre, scomparsa durante il viaggio, Nora trova in Anita, accusata di tradimento ed internata come lei a Wagna, la madre perduta. Le due donne, legate da un affetto profondo e dal lavoro fatto insieme nel campo con i piccoli internati, dei quali un violino custodito gelosamente conserva il ricordo, pur separate dagli eventi in una terra sempre più dilaniata da odi e contrasti etnici, si cercheranno per anni per ritrovarsi e scoprire al di là di ogni barriera che nulla è tra loro cambiato.

















