
Archeofestival 2026: Buona la prima
La giornata iniziale di questo lungo percorso nella storia e nella società antica e moderna della nostra stupenda Regione si è conclusa con un brindisi finale.
Prima tappa dell’Archeofestival: Anfiteatro e Museo dei Gladiatori a S. Maria Capua Vetere e Museo Campano a Capua.
“Dire solo i siti non rende conto della giornata – hanno detto gli organizzatori -. Abbiamo avuto una stupenda visita guidata, condotta dalla direttrice Antonella Tomeo, che ha egregiamente illustrato la storia di un anfiteatro, secondo per grandezza e importanza solo al Colosseo. Famoso per la sua scuola gladiatoria e per l’insurrezione di Spartaco, ricordata attraverso la rievocazione di Cloe, una schiava”.
I visitatori dopo la pausa pranzo si sono spostati a Capua e hanno raggiunto il Palazzo Antignano, che ospita da 150 anni il ricchissimo Museo Campano, dove sono stati accolti entusiasticamente dal direttore Gianni Solino e dalla sua èquipe.
Nell’ingresso attendevano le associazioni
Opus est, Pro Loco Spartacus, Militum Schola, Gruppo Storico Oplontino, Rievocarti che hanno illustrato la tematica scelta ‘Spazi ludici, tempi sacri’, attraverso la rievocazione di un combattimento fra gladiatori, una sfilata militare e un bel monologo della Dea Diana Tifatina a cura di Pina Noviello dell’associazione Opus est. Inoltre, sono stati allestiti ricchi tavoli didattici, con riproduzioni accurate di reperti.
“Ringraziamo queste associazioni – dicono gli organizzatori -. La loro presenza e opera ha consentito la comprensione anche a un pubblico di non specialisti del nostro passato, attraverso spiegazioni e dimostrazioni pratiche dell’utilizzo dei reperti, anticipando e preparandoli alla visita museale vera e propria”.
Alle 16,30 Nadia dal Marocco, una migrante, ha letto una preghiera tratta dal Corano, inaugurando così la presenza di altri popoli nella scena della Campania moderna, che arricchiscono la nostra cultura.
“Notoriamente, la nostra storia ha visto la presenza nel passato di innumerevoli popoli e noi di Archeofestival abbiamo deciso di dare visibilità a quelli che in Campania e altrove, vivono una faticosa quotidianità contemporanea, in qualità di lavoratori che ci coadiuvano in tanti settori. Non più considerati semplici ‘servitori’ o utili lavoratori da sfruttare, relegati ai margini sociali e culturali, ma presi in considerazione nella loro interezza: ricche culture che si intrecciano a pieno titolo alla nostra, vivificandola e costruendo con noi un nuovo senso di coesione sociale”, hanno sottolineato gli organizzatori.
È seguito un reading poetico, tratto dal libro di Linda Solino “l luco della Dea”, che mira a far rivivere l’antico bosco sacro o luco della Dea, con le Matres che raccontano la loro dura esperienza di maternità e le loro richieste alla divinità. Nel racconto sono state recuperate maledizioni tratte dalle Iuvilas in lingua osca, ospitate presso lo stesso museo Campano.
Hanno dato voce ai personaggi: Giuseppe Cutolo, Sabrina Caruso, Angela Saporito, Anna Sicignano, Cinzia Bifulco, Assunta Maiello, Claudia Milone, mentre il Maestro Antonio Mancuso ha accompagnato discretamente il racconto con il flauto.
La visita guidata dalle brave archeologhe del Museo, poi, ha consentito ai visitatori di conoscere i reperti coerenti alla tematica scelta dall’ Archeofestival.
Un brindisi finale ha concluso la giornata iniziale di questo lungo percorso nella storia e nella società antica e moderna della nostra stupenda Regione.
La prima tappa, come previsto dall’organizzazione, infine, è stata valutata dai visitatori e dalla Giuria del contest lanciato: il “Premio Archeofestival’, il cui finale è previsto a luglio al Parco Archeologico Naturalistico di Longola, presso Poggiomarino.


















