
Avella: Incendio al Castello
Ogni anno oramai si ripete “l’evento” che danneggia la collina ed il castello di proprietà comunale.
Tempi duri per i Beni culturali della Città d’Arte votata al turismo. Dopo il crollo dell’impalcatura all’arco normanno in località Cortalupini e lo sventramento di parte dell’acquedotto medievale dei mulini lungo Via Fusaro, prontamente sistemati in qualche modo, per la verità, dopo pubbliche segnalazioni, è andata a fuoco una vasta area prospiciente le mura ed una delle torri del castello medievale.
La causa: un uliveto abbandonato a pochi passi dalla Torre è andato a fuoco, confermando una triste e ripetitiva tradizione che si ripete oramai ogni anno.
Le fiamme hanno rapidamente inghiottito gli alberi secolari, creando una vera e propria scena di disastro naturale.
E dire che dalle pagine di binews del 2 luglio il neo direttore responsabile, Albino Albano, aveva segnalato nei pressi del castello medievale delle sterpaglie cresciute smisuratamente. Ironia della sorte anche in questo caso il problema è stato prontamente risolto, si fa per dire.
Di fronte all’emergenza, gli operari della Comunità Montana Partenio-Vallo Lauro Baianese sono stati prontamente mobilitati per fronteggiare le fiamme e arginare l’espansione dell’incendio.
Le cause dell’incendio non sono ancora state confermate, ma molti sospettano che possa trattarsi di un incendio doloso, considerando la ricorrenza regolare di tali episodi.
Le autorità locali stanno indagando per accertare le origini del fuoco e assicurare eventuali responsabili alla giustizia.
Ma la domanda sorge spontanea: Si deve sempre aspettare che succeda qualcosa, prima di intervenire a sanare il disastro?
Si chiedeva Albano, nell’articolo citato: “Chi ha il compito di intervenire? Gli Enti preposti, come la Soprintendenza, la Comunità Montana e il Comune dovrebbero smetterla di scaricare le responsabilità l’uno sull’altro. Altrimenti, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente.”

















