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Avellino: Consegnato il Premio Castagna d’oro a tre firme del giornalismo impegnate per la rinascita delle aree interne

Il riconoscimento promosso da Svimar e dalla Federazione Civica delle Associazioni del Sud. Di Redazione da Comunicato Stampa di mercoledì 7 Ottobre 2026.

Il riconoscimento è stato assegnato a tre firme del giornalismo impegnate per la rinascita delle aree interne: al direttore del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa e ai giornalisti Rosa Bianco e Fiore Carullo, a chiusura del confronto “Avellino al centro del Mediterraneo – La strategia che si fa impresa”, tenutosi nella Sala Blu del Carcere Borbonico di Avellino e moderato dallo stesso direttore Gianni Festa, dedicato al futuro infrastrutturale dell’Irpinia.
Il convegno ha messo al centro un’idea chiara: Avellino può tornare a svolgere un ruolo strategico a patto di ripartire dalle infrastrutture, dalla piattaforma logistica e dall’Alta Velocità.
Ad aprire i lavori è stato Pasquale Luca Nacca di Insieme per Avellino: “L’Irpinia deve riconnettersi al resto del territorio campano, attraverso la ferrovia. Non possiamo più aspettare, è tempo che siano stanziati i fondi necessari per garantire questo collegamento”. Ha ricordato, inoltre, come le Comunità debbano tornare ad essere protagoniste dello sviluppo, “smettendo di lamentarsi e cercando di agire, scegliendo l’impegno corale e imparando a fare rete”.
A rappresentare il Comune di Avellino c’era il vicesindaco Anna D’Aliasi:“Avellino deve tornare ad essere il centro del Mediterraneo, il suo ruolo non dipende dalla posizione geografica, ma dalle politiche promosse dai territori. È questa la sfida che ci poniamo come amministrazione comunale”.
Virgilio Caivano del Coordinamento Piccoli Comuni, nel suo intervento, ha parlato di una sfida enorme che muove dalla consapevolezza del ruolo cruciale delle Regioni:“Dobbiamo provare a costruire un’idea di sviluppo nel Mediterraneo, dalla mobilità su gomma e su ferro al confronto su formazione e nuove tecnologie, dagli ospedali che funzionano sui territori alla necessità di far crescere l’imprenditoria giovanile e sostenete le associazioni legate al terzo settore”.
Giacomo Rosa, presidente della Svimar, a sua volta, ha ribadito che “Avellino può diventare un polo dell’area appenninica, ma è chiaro che bisogna innanzitutto intervenire per risolvere problemi concreti: dai Comuni che rischiano di chiudere alla sanità territoriale con comuni che non hanno il medico di famiglia; dal rischio di chiusura delle scuole nei piccoli centri al trasporto innovativo o su ferro”. In chiusura ha annunciato la nascita a Firenze del Coordinamento Nazionale Aree Interne.
Focus tecnico, poi, con Giulio De Angelis del Centro Studi Edilizia Reale sul Lotto Zero, che può rappresentare una svolta per il territorio, a partire dalla Valle del Sabato e dalla Valle dell’Irno: “Si tratterebbe di un nuovo collegamento ferroviario di circa 44 km tra la linea dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria e l’area di Baronissi/Fisciano, creando un nuovo punto di interscambio con la linea Salerno-Avellino-Benevento”.
Il professore Giovanni De Feo dell’Università di Salerno, invece, ha posto l’accento sull’importanza di valorizzare i giovani: “Le Università possono svolgere un ruolo cruciale a patto di collaborare e dialogare con i territori”. E si è soffermato sulla posizione strategica di un’area come Montoro.
Teresa Bruno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, a sua volta, ha ricordato che “tutti i componenti della filiera siano responsabili, dal produttore al consumatore” e la necessità di “valorizzare il ruolo dell’agricoltura… Dobbiamo essere preparati ad accogliere chi lascia le grandi città per centri che possano garantire una migliore qualità della vita, ma anche chi vive da altri paesi”- ha concluso.
Antonella Oliviero di Assoprovider, invece, ha parlato di connettività: “Diventa impossibile restare nei piccoli centri, svolgere alcune professioni senza la connessione an Internet e sono gli operatori di prossimità a garantirla… Sono indispensabili per il futuro dei nostri territori”.
La chiusura è stata affidata al mondo dell’impresa. Emilio De Vizia, presidente di Confindustria Campania: “È chiaro che i nostri territori crescono se ci sono imprese e giovani. Se l’Alta Velocità arriva in Valle Ufita è una questione di geografia e non di interessi che si vogliono tutelare… Dobbiamo essere compatti, altrimenti perdiamo il treno della piattaforma logistica, dobbiamo comprendere quanto sia fondamentale avere un piazzale appositamente adibito per il traffico merci… Non possiamo immaginare di avere 118 comuni che non riescono a garantire i servizi essenziali… Dobbiamo intercettare i cambiamenti o non andremo da nessuna parte… È fondamentale che i Comuni si uniscano”.
Nella sua testimonianza Umberto Torello, alla guida del Gruppo Torello con 40 sedi in tutta Italia, ha sostenuto che:“Siamo partiti dall’agricoltura per poi investire sul trasporto conto terzi… Abbiamo sedi in tutta Italia, ma il legame con le origini resta fortissimo… È importante che i giovani si formino all’estero, ma abbiano anche l’opportunità di tornare… La logistica ha un ruolo cruciale ed è fondamentale collegare il nostro territorio ai porti del Sud e se non abbiamo ancora il ferro dobbiamo farlo con la gomma… L’Irpinia può diventare un’area retroportuale… La priorità deve essere avvicinare chi produce alle basi logistiche e dunque alla filiera”.

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