
Tensione in aula a Marigliano: il faccia a faccia tra Paolo Russo e il sindaco Bocchino
Dal Post di ll Mariglianese del 29.10.2026
Il passaggio cruciale dell’ultima assise cittadina a Marigliano del 25 ottobre scorso si è consumato attorno alla nascita della nuova Giunta comunale. Il dibattito si è trasformato in un acceso confronto polemico: da una parte l’attacco frontale del consigliere Paolo Russo, dall’altra la replica e la difesa della linea politica da parte del sindaco Gaetano Bocchino.
Una discussione intensa che ha messo in luce le frizioni sulle modalità di gestione della crisi, le scelte della nuova squadra e le emergenze irrisolte sul territorio.
Le accuse di Paolo Russo: “Manca la politica con la P maiuscola”
Ad aprire le danze è stato Paolo Russo, che ha rivolto critiche severe all’operato del primo cittadino. Secondo il consigliere, la gestione dei tempi e dei modi della crisi di governo avrebbe generato un’incertezza deleteria, lasciando l’opposizione e i cittadini assistenti passivi di uno scenario politico poco decoroso.
Russo ha puntato il dito sulle spaccature interne al Partito Democratico, sostenendo che le correnti e i contrasti a vari livelli del partito abbiano finito per zavorrare l’amministrazione cittadina. Pur riconoscendo il valore professionale dei tecnici chiamati a far parte del nuovo esecutivo, l’esponente di opposizione ha sollevato forti perplessità sul cambio di rotta:
Svalutazione del ruolo politico: Per Russo, l’affidamento a una giunta tecnica rischia di oscurare la visione politica complessiva, indispensabile per intercettare i bisogni reali della comunità.
Distacco dal territorio: La scelta di assessori esterni potrebbe penalizzare la conoscenza diretta delle criticità locali, a partire dai problemi strutturali e ambientali che interessano scuole come la Don Milani (con particolare riferimento alle indagini sui materiali e alle segnalazioni sull’amianto).
Priorità sociali e opere pubbliche: Il consigliere ha sollecitato un impegno più concreto per le famiglie residenti nei complessi del Comparto 219 e del Parco Di Maio, lamentando al contempo una lentezza nell’attuazione dei progetti relativi ai 40 milioni di euro intercettati dalle precedenti gestioni.
La risposta del Sindaco Bocchino: “Prima viene la città, poi le tessere”
Il sindaco Gaetano Bocchino ha respinto con fermezza le accuse, rivendicando la piena paternità e l’autonomia nella scelta dei nuovi assessori. La virata su una squadra di profilo tecnico, ha spiegato il primo cittadino, non è frutto di pressioni esterne o partitiche, ma un tentativo consapevole di dare una scossa positiva all’azione amministrativa.
”Per me viene prima Marigliano dell’appartenenza politica”, ha ribadito Bocchino, sottolineando come la scelta di figure professionali esterne alle logiche di partito rappresenti una sfida per mettere al centro l’interesse collettivo.
Il sindaco ha poi fatto il punto sulle singole questioni sollevate in aula:
Integrazione e sicurezza: Pur riconoscendo le difficoltà legate all’immigrazione e al decoro urbano, Bocchino ha sostenuto l’importanza di un approccio basato sull’integrazione e sulla legalità, evidenziando inoltre la necessità di potenziare l’organico della Polizia Municipale nei giorni di maggiore affluenza.
Scuole e alloggi sociali: Sul fronte edilizia scolastica ha ricordato le recenti verifiche presso il plesso Don Milani e la richiesta di un finanziamento regionale da un milione di euro. Riguardo all’emergenza abitativa del Comparto 219, il sindaco ha evidenziato il lavoro avviato con la Regione per sbloccare le regolarizzazioni e sospendere gli sfratti per i nuclei aventi diritto.
Cantieri e impianti sportivi: Bocchino ha rivendicato lo sblocco e l’arrivo di nuovi fondi (tra cui circa un milione di euro destinato alle strutture sportive e alla pista di atletica), rassicurando la cittadinanza anche sul completamento dei lavori al palazzetto dello sport.
In chiusura, il primo cittadino ha lanciato un messaggio chiaro all’intero Consiglio: la nuova Giunta potrà lavorare efficacemente solo con un reale supporto della maggioranza, dichiarandosi pronto a tornare al voto qualora dovessero venire meno le condizioni per governare.

















