
Avellino: ha omaggiato il filosofo partenopeo Aldo Masullo
La ragione come bussola, la storia come orizzonte. Servizio di Rosa Bianco dal corriereirpinia.it del 6 aprile.
Si è tenuto nel pomeriggio del 5 aprile scorso, presso il Circolo della Stampa di Avellino, il convegno “Comunità, Ragione e Storia secondo Aldo Masullo”, promosso dall’Associazione “Insieme per Avellino e l’Irpinia”, in collaborazione con la Società Filosofica Italiana – sez. Avellino e AmicaSofia.
L’incontro è stato organizzato per rendere omaggio alla figura del filosofo partenopeo con un vivo e penetrante dialogo sul suo pensiero, che ancora oggi è capace di interrogare il presente ed orientare il futuro.
I lavori sono stati aperti con un saluto del dott. Pasquale Luca Nacca che ha introdotto i relatori ed ha affidato a Lorenzo Masullo, figlio del filosofo, il compito di rievocare la figura paterna, la cui testimonianza di vita ha illuminato il convegno. Lorenzo Masullo ha chiuso il suo intervento commuovendo la sala con la lettura di una lettera della figlia Marta, carica di quella tenerezza che trasforma la memoria in pietra viva, in logos che palpita.
E la filosofia come pratica della comunità, secondo Masullo, ha rappresentato il filo conduttore degli interventi: “non sterile speculazione, ma esercizio civile, gesto relazionale, resistenza alla disgregazione dell’essere”.
Mirella Napodano, poi, nel suo intervento caleidoscopico, attraversato da intuizioni visionarie, evocazioni poetiche e analogie ardite, è riuscita a restituire la dimensione “sensoriale” del pensiero masulliano, così carico di empatia e memoria.
Fausto Baldassarre, a sua volta, ha sottolineato l’originalità del filosofo meridionale, aperto al mondo, interprete profondo della lezione di Vico e De Sanctis, capace di rendere accessibile la filosofia senza banalizzarla. E ha ricordato come Masullo amasse definirsi “innamorato della comunità” e come fosse animato da un’inesauribile sete di verità, sempre declinata al plurale.
Rosa Bianco, invece, ha dedicato una lettura intensa e simbolica a Napoli, città-pensiero e palinsesto di contraddizioni, vedendo in essa la metafora vivente del pensiero creativo masulliano. Per il filosofo, infatti, Napoli non è solo luogo geografico, ma kairos permanente: “In questa città ogni cosa si rovescia nel suo contrario, luogo anarchico e apolitico, in cui la storia diventa mito, da san Gennaro a Maradona”.
Giovanni Sasso, poi, pone in risalto la figura del Masullo civico, dell’intellettuale vigile, che dalla Società Filosofica Italiana ai banchi parlamentari, ha saputo incarnare la paideia democratica, opponendo al cinismo della tecnica il coraggio del pensare insieme. «La comunità è ciò che ci manca, eppure ci costituisce. Non esistiamo senza l’altro» – ammoniva Masullo. Paradosso questo che fonda l’urgenza di una filosofia della prossimità.
Giovanni Sasso, proseguendo su questo filo, ha evocato un Masullo profondamente europeo e insieme radicato, cittadino vigile e pensatore militante, capace di interpretare la crisi della comunità come sfida filosofica e morale, procedendo dall’indifferenza come piaga antropologica alla tecnocrazia come pericolo ontologico, fino all’odierna sfida dell’intelligenza artificiale, che pretende calcolo laddove è necessaria compassione. Come scriveva Masullo: «La paura è la cifra della nostra epoca. E la paura uccide la ragione».
Gli interventi si sono fatti sempre più densi, toccando le inquietudini del presente: l’indifferenza come pericolo supremo, il potere come luogo del terrore, la tecnologia come rischio di alienazione. Si è parlato, tra l’altro, di Spinoza, di Vico, di Kant, della responsabilità etica nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della necessità di un nuovo umanesimo.
A suggello della giornata, il professor Luigi Anzalone, con una lectio magistralis, ha saputo distillare l’essenza più alta del pensiero masulliano: un’etica della salvezza terrena, dove libertà, amore e vita si fondono in un unico tessuto ontologico. Non fuga dalla storia, ma immersione totale nel dolore del mondo, per trovare in esso il germe d’un nuovo umanesimo.
Libertà, amore e vita – ha affermato Anzalone – costituiscono un’unica trama, una via di salvezza possibile per la comunità, attraverso un’etica attiva che si oppone al cinismo dell’epoca e riconsegna all’uomo la dignità della sua inquietudine.
“Siamo liberi solo nella misura in cui rispondiamo all’altro”, ripeteva Masullo con una definizione che è insieme compito e speranza.
In un’epoca che scambia la velocità per senso, il prof Anzalone ha ricordato a tutti noi che il pensiero autentico non si consuma, ma si consuma in noi come fuoco che arde e illumina. Aldo Masullo continua a pensarci, e noi, nel rispondergli, ritroviamo il senso più profondo della filosofia: «essere-per-l’altro», nell’attesa d’un tempo che non redime, ma rende giusti.
In un mondo sempre più smarrito e rumoroso, il pensiero di Masullo – come ha dimostrato questo convegno – ha continuato a risuonare limpido e necessario, invito all’ascolto, alla responsabilità, alla cura dell’altro.

















