
Carmine “’O Ciclista”, il custode delle nostre ruote e dei nostri sogni
Il ricordo di Angelo Piciullo.
Per noi ragazzi la bicicletta non era solo un mezzo: era libertà, evasione, scoperta.
Era il modo per mettere alla prova i nostri limiti, fuggire per un po’, sentirci grandi.
Spesso, in segreto, “rubavamo” quelle bici ai nostri genitori, sempre preoccupati, e partivamo nelle ore più insolite, con il vento in faccia e il cuore pieno di sogni. E quando qualcosa si rompeva, una ruota, un pedale, una camera d’aria, c’era lui: Carmine, ’O Ciclista. Il nostro protettore, il nostro punto fermo.
Con le mani segnate dal lavoro e la pazienza di un padre, ci aggiustava la bici e ci rimetteva in sella.
Senza una parola di troppo. Senza mai un rimprovero riparava i nostri guai e i nostri momenti, le nostre fughe, i nostri piccoli mondi.
La sua bottega era un angolo di umanità, di fiducia, di segreti, di riparazioni.
E lui, una figura serena e discreta che ha accompagnato generazioni intere.
Oggi, con profonda gratitudine, Baiano lo saluta e lo abbraccia.

















