
CELEBRAZIONE DEI 700 ANNI DALLA MORTE DI DANTE: IL CONTRIBUTO DEL VALLO DI LAURO
Il progetto prevede una serie di incontri in cui si parla del sommo poeta e della Divina Commedia.
Ha preso il via il 14 settembre scorso, e non è un caso: la data è stata scelta dai due ideatori del progetto, i presidi Donnarumma e Sepe, entrambi originari di Quindici, il progetto tracciato nell’ambito della celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, convenzionalmente collocata proprio in questa data.
L’idea è quella di unire tutto il Vallo di Lauro sotto l’insegna della cultura e coinvolgere le Associazioni attive sul territorio. Un programma molto ampio, costituito da grandi interventi culturali, da interpretazioni artistiche e professionali, il tutto rapportato anche al mondo moderno.
Diverse le tappe di questo progetto e diversi i luoghi. Il primo si è tenuto presso la chiesa di Maria SS. delle Grazie, a Quindici, dove si è approfondito il I Canto dell’Inferno.
La seconda tappa è stata Marzano, il 1 ottobre, con il III Canto dell’Inferno; ora il terzo incontro si tiene a Lauro, il 14 ottobre, con il V Canto dell’Inferno.
Seguiranno Moschiano, il 28 ottobre, VI Canto dell’Inferno; Domicella, l’11 novembre, X Canto dell’Inferno; Taurano, il 25 novembre, XIII Canto dell’Inferno; Pago, il 10 dicembre, XXVI Canto dell’Inferno; di nuovo Quindici, a chiusura, il 16 dicembre, con il XXXIII Canto dell’Inferno.
L’evento di Lauro, nella Chiesa della Collegiata, inizio ore 19.00, dopo i saluti istituzionali del neosindaco, Rossano Sergio Boglione, e del presidente della della Pro Loco Lauro, Francesco Mazzocca, vede impegnato il parroco di Lauro, don Luigi Vitale, che a commento del V Canto dell’Inferno argomenterà su “Dante e la fede cristiana”.
La lettura del Canto è affidata ad Enrico Acerra e Vittoria Pagano; il commento del Canto al prof. Giuseppe Scafuro. Modera l’incontro Antonio Ferraro, presidente della Pro Lauro.
Contribuiscono all’organizzazione dell’evento oltre alle Pro Loco ed ai Comuni del Vallo, anche altre Associazioni, come l’Azione Cattolica di Moschiano e di Quindici, la Pro Lauro e Radio Star 2000, che curerà in particolare la diffusione in streaming dell’evento.
“Quello di Dante – sottolinea Sepe – è il viaggio per antonomasia, dal conosciuto all’inconoscibile, che fa tremar le vene e i polsi. Il viaggio nasce dalla curiosità, ma è anche angoscia, in certi casi: preparare le valigie, dimenticare qualcosa. Fortunatamente, il viaggio che faremo con Dante non ha bisogno di nessuna valigia, bensì di una cassetta degli attrezzi che contiene una storia, l’allegoria, una verità nascosta, il senso morale e il senso analogico, tutto narrato con una lingua nuova.”
A sua volta il preside Donnarumma ha così iniziato il suo dire nell’incontro di Quindici:” Dante morì esule, come i tanti immigrati che non hanno messo più piede in patria. Marcinelle, ad esempio, o ancora le vittime dei viaggi della disperazione attraverso i mari”.

















