
Cicciano: Tammurriata ‘ncopp Sant’Antuono e Falò per la festa di S. Antonio Abate
Festa e notte della Tammorra con la processione e la benedizione degli animali, il tradizionale falò, una bella grigliata e tanti bravi musicisti con le loro paranze.
In Campania la devozione a S. Antonio Abate è molto radicata in alcuni contesti rurali, in Terra di lavoro, in Irpinia, nel Salernitano dove si svolgono riti secolari all’insegna del fuoco, della musica, della convivialità. 
I significati simbolici sono evidenti: il fuoco rappresenta il calore della nuova vita e la luce della speranza nei giorni più freddi ed oscuri dell’inverno; la musica è rito collettivo che scaccia i demoni e i cattivi pensieri; la convivialità del vino e dei prodotti genuini della terra sono un fiducioso auspicio di prosperità.
Anche quest’anno a Cicciano si è tenuta la festa di S. Antonio Abate iniziata l’11 gennaio ed ha avuto nella giornata del 18 il suo momento culminante con l’accensione del tradizionale falò di Sant’Antuono, che si ripete da più di 50 anni, a cui ha fatto seguito una notte speciale della Tammorra.
Alle 19,30 dopo la benedizione del falò, presso Largo Sant’Antonio, preceduta dalla processione e dal consueto appuntamento dei tre giri intorno alla chiesa, come da tradizione, sono iniziate le celebrazioni con l’invocazione a Sant’Antuono a cura di Toto Toraldo; poi, si è dato il via alle esibizioni di tanti bravi musicisti della tammorra con le loro paranze, tra cui Luna Janara di Toto Toralbo, I Valcalore di Filippo Pugliese, ‘a Perteca di Peppino Di Febbraio, ‘a Giuglianese di Pina Iove.
Non sono mancate, ovviamente, tante bontà culinarie, come la grande grigliata di carne accompagnata da ottimo vino, e sono stati attivati vari stand gastronomici con le loro specialità. Insomma una notte di gioia, buon cibo, musica e convivialità.

















