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Forino/Complesso monumentale del castello di San Nicola: la Pro Castello coinvolge l’Università Federico II di Napoli per uno studio propedeutico ad un futuro recupero

Ricerca documentale; 3 giorni di studio con la partecipazione di 16 studenti e 4 tutor; elaborazione delle analisi tecnico-scientifiche e presentazione al pubblico. Servizio di Daniele Biondi.

L’Associazione Pro Castello APS di Forino, che si è costituita il 24 novembre 2021, ha coinvolto il Centro di Ricerca Interdipartimentale CITTAM dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” (UNINA), la Sezione Campania dell’Istituto Italiano Castelli (IIC) e l’Università della Campania “L. Vanvitelli”, per un progetto di ricerca storica sul complesso monumentale del Castello feudale di San Nicola, sito nella frazione Castello.

L’iniziativa, articolata in tre fasi, ha lo scopo di coinvolgere risorse sociali e istituzionali per generare concrete opportunità che mirino alla salvaguardia del territorio e al suo sviluppo sostenibile:

Ricerca documentale: iniziata durante la primavera di quest’anno e condotta dalla dott.ssa Norma Zoglio, attinge a fonti storiche individuate mediante ricerca sul web e consultazione di archivi storici, diocesani e privati in Campania;

Workshop residenziale presso il Castello Feudale di San Nicola: programmato presso l’Eremo di San Nicola durante la prima decade del mese di giugno 2023, con la partecipazione di 16 studenti dell’UNINA suddivisi in 4 gruppi di lavoro (Castello, Torre, Borgo, Eremo), ciascuno assistito da un tutor. Durante i lavori, sono stati programmati interventi da parte di storici e interviste a esponenti di rilievo locali.

Elaborazione di analisi tecnico-scientifiche: i risultati del workshop saranno integrati dall’analisi strutturale del complesso monumentale del Castello Feudale di San Nicola a cura dell’Ing. prof. Michele Candela a sua volta supportata da un rilievo termografico a cura dell’Ing. Prof. Francesco Picariello, un rilievo fotografico da drone a cura del dr. Antonio Iannuzzi e un’analisi geologica dell’area a cura del geologo prof. Angelo Cutolo.

Dopo l’effettuazione della ricerca documentale, come programmato, si è tenuto il percorso di workshop di una 3 giorni di studio, iniziato l’8 giugno e coordinato dalla prof.ssa Marina Fumo, che ha visto la partecipazione di 16 studenti e 4 tutor.
Alla giornata inaugurale di giovedì 8 giugno, c’è stato il benvenuto ai convenuti con gli interventi iniziali del prof. Francesco Barra e della dott.ssa Emma Buondonno, Assessore all’urbanistica del Comune di Avellino, la quale si occupa del Piano del Verde di Avellino e della sua Area Vasta.

A parlare dell’importante iniziativa è stato il Presidente della Pro Castello APS, gen.le Luigi Bruno, il quale ha ringraziato “tutte le energie che a piccoli passi stanno cercando di virare nella stessa direzione, vale a dire trovare la via maestra atta al recupero di questo Santuario, patrimonio dell’intera Irpinia, tra questi ovviamente l’Università Federico II di Napoli, la Curia di Avellino, i Comuni di Forino e Contrada, l’Ente Provincia”.

Il lavoro di progettazione partecipata con gli abitanti, infine, è stato presentato al pubblico dai 16 studenti che frequentano i corsi di Ingegneria Edile dell’Università degli studi di Napoli Federico II, divisi in quattro gruppi di lavoro. Ciascun gruppo ha focalizzato uno dei luoghi d’interesse architettonico: il borgo, la torre, il castello, il santuario.

La divulgazione dei risultati della ricerca, infine, costituirà una pubblicazione scientifica da effettuarsi entro quest’estate, che sarà distribuita e sarà liberamente accessibile sulle piattaforme informatiche dedicate allo sviluppo del territorio, presso gli enti locali, gli istituti di formazione e le biblioteche.

Nelle intenzioni degli organizzatori dovrebbe servire da base scientificamente autorevole per contribuire ainformare ed ispirare la scelta delle azioni di privati, di enti pubblici ed ecclesiastici per il rilancio economico-sociale, connettendo questa area interna, in via di progressivo degrado e abbandono, alle reti culturali, turistiche, ambientali e di sviluppo della Provincia e della Regione”.

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