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Incendio al Castello di Avella

Il tempestivo intervento degli uomini della Comunità Montana, dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri della Forestale salva il salvabile. Evidente la “mala gestione” del pubblico monumento.

Nella mattinata del 5 novembre, un vasto incendio ha devastato la radura intorno al Castello medievale di Avella. Le fiamme, che si sono levate alte fino a diversi metri, hanno interessato una vasta zona del Parco monumentale, minacciando la sicurezza stessa di questa storica struttura.

L’incendio, scoppiato per cause ancora da accertare, ma sicuramente di natura dolosa, si è rivelato particolarmente difficile da contenere, vista la sua estensione e la velocità con cui si è propagato.

Sul posto sono intervenuti prontamente gli uomini della Comunità Montana del Partenio, che, per fortuna, già operavano in zona, che si sono prodigati subito per arginare le fiamme.  Poi sono giunti sul luogo i Carabinieri Forestali di Monteforte Irpino e una squadra dei Vigili del Fuoco, che si sono impegnati nella difficile impresa di spegnere l’incendio e di mettere in sicurezza l’area.

Rimane alta, alla fine, la preoccupazione per i possibili danni alla struttura del castello, avendo le fiamme lambito anche il maschio angioino. E a spegnimento compiuto non è ancora possibile quantificare l’entità dei danni subiti dal patrimonio storico-monumentale.

Il Castello, un importante pezzo della storia non solo locale, un unicum che raccoglie le presenze costruttive longobarde, normanne, angioine ed aragonesi, non è nuovo, purtroppo, a subire incendi, che puntualmente ogni anno si presentano nella stagione estiva.  Ma adesso il caldo estivo è passato, per così dire.

Il parco archeologico-monumentale della collina del Castello, però, oltre agli incendi, continua ad essere vandalizzato a più riprese: Scarico di immondizie, devastazione dell’impianto di illuminazione, furto dei cavi di rame, rottura sistematica dei cancelli di ingresso, sfondamento delle finestre di vetro e del portone della cavallerizza, presenza nell’area interna del monumento di cavalli in libertà o di greggi di pecore, o addirittura di motociclisti, si fa per dire, che scambiano l’area  del  parco monumentale per una pista di motocrossEppure ci dovrebbe essere un impianto di videosorveglianza installato o no!

Insomma il problema della salvaguardia e della valorizzazione dell’intero Parco del Castello è ben lungi dall’essere stato risolto. Non basta spendere soldi pubblici per mettere in sesto il monumento, rendendolo fruibile ai visitatori e per pubblici spettacoli, che ogni tanto vengono organizzati.

E certamente è evidente alla fine una “mala gestione” del pubblico monumento.

L’auspicio, intanto, è che le fiamme non abbiano compromesso la struttura portante del maniero e che l’intervento tempestivo delle squadre di soccorso sia riuscito a contenere i danni. Per il resto si fa appello alle capacità amministrative, che non mancano, per risolvere definitivamente le annose questioni su esposte.

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