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Laceno d’oro: The Cats of Gokogu Shrine di Kazuhiro Soda ha vinto la 49esima edizione

Omaggio a Valerio Mastandrea e partecipazione di Arnaud Desplechin. Tutti i Premiati.

Fondato da Pasolini nel 1959 insieme agli intellettuali irpini Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio, Il Laceno d’Oro, nato per valorizzare l’Irpinia con una rassegna cinematografica di ispirazione neorealista, è organizzato da Circolo ImmaginAzione di Avellino, presieduto da Antonio Spagnuolo, con la direzione artistica di Maria Vittoria Pellecchia, responsabile della programmazione Aldo Spiniello.

Negli ultimi anni il Laceno d’Oro International Film Festival ha ospitato cineasti quali Paul Schrader, Abel Ferrara, Alexander Sokurov, Elia Suleiman, Jia Zhangke, Marco Bellocchio, Robert Guédiguian, Olivier Assayas, Amir Naderi, Pedro Costa, Aleksej German Jr, Julio Bressane, Carlos Reygadas, Laurent Cantet, Franco Maresco, Paolo e Vittorio Taviani, Mario Martone, Ken Loach, Miguel Gomes, Stéphane Brizé, Jean-Pierre e Luc Dardenne, e molti altri.

La otto giorni di cinema di Avellino, dall’1 all’8 dicembre, presso il Cinema Partenio e da quest’anno anche all’ex Eliseo, ha accolto proiezioni, incontri con gli autori, concerti, mostre, masterclass e workshop.

Al centro del programma tre concorsi internazionali: “Laceno d’Oro 49”, riservato ai lungometraggi sia finzione che documentari, “Gli occhi sulla città”, dedicato ai cortometraggi sui temi degli spazi urbani, dell’ambiente e del paesaggio, declinati con la massima libertà, e “Spazio Campania”, la sezione dedicata alle produzioni realizzate sul territorio campano o da autori campani.

Incontro con Arnaud Desplechin

Il Laceno d’Oro International Film Festival è realizzato con il contributo di Regione Campania e Film Commission Regione Campania, con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – Ministero della Cultura, con il patrocinio della Provincia di Avellino e del Comune di Avellino. In collaborazione con Sentieri Selvaggi, Quaderni di Cinemasud, Eikon, CFCC, Afic.

Ospite d’onore e Premio alla Carriera 2024 il grande cineasta francese Arnaud Desplechin, al quale, sabato 7 dicembre, è stata dedicata una retrospettiva con alcuni dei suoi film più amati: Spectateurs!; Rois et reine (I re e la regina); Conte de Noël (Racconto di Natale); Roubaix, une lumière (Roubaix, una luce), e la versione restaurata di Comment je me suis disputé… (ma vie sexuelle).

Incontro con Valerio-Mastandrea

9 i film in gara per il premio “Laceno d’Oro 49”, riservato ai lungometraggi di finzione e ai documentari, quest’anno, per la prima volta, tutti in anteprima mondiale, internazionale, europea e nazionale: New Berlin di Alexey Fedorchenko, Rising up at Night di Nelson Makengo, A Savana e a montanha di Paulo Carneiro, The Cats of Gokogu Shrine di Kazuhiro Soda, Le Boxeur chancelant di Lo Thivolle, We Are Inside di Farah Kassem, 5 anni e un’estate di Mauro Santini, Invention di Courtney Stephens, Una sombra oscilante di Celeste Rojas Mugica.

La Giuria del Concorso lungometraggi Laceno d’Oro 49 era composta dal regista Massimo D’Anolfi, dal regista Antonio Piazza, e dal produttore e distributore Gaël Teicher.

Kazuhiro Soda

In lizza per “Gli occhi sulla città”, poi, c’erano 22 cortometraggi sui temi degli spazi urbani, dell’ambiente e del paesaggio: Il mio nome è nessuno di Giovanni Cioni, Acqua Granda di Irene Dorigotti, Cianuro di Eleonora Mastropietro, Entry #2 – All That Could Have Been di Francesco Zucchetti, Attack on Monegasque di Lucas H. Rossi dos Santos e Henrique Amud, Cronos di Nikita Parchutov, How We Got Mother Back di Gonçalo Waddington. A decretare il vincitore tra le opere in concorso il produttore Pedro Fernandes Duarte, e i registi Luca Sorgato e Vanina Lappa.

Sono state 10, invece, le opere per “Spazio Campania”, la sezione dedicata agli autori campani e alle produzioni realizzate sul territorio, che sono state giudicate dal presidente del Matera Film Festival, Dario Toma, dal regista, disegnatore e animatore Alessandro Rak e dall’attrice Angela Fontana.

Tra i titoli Ciao Bambino di Edgardo Pistone, premio miglior opera prima all’ultima Festa del Cinema di Roma; Si dice di me di Isabella Mari sul laboratorio teatrale di Marina Rippa con le donne di Forcella, sempre dalla Festa di Roma; Oltre Ischia di Luca Ciriello in prima mondiale.

In programma anche la sezione “Fuori concorso” con tanti titoli, tra cui A Queda do Céu di Eryk Rocha e Gabriela Carneiro da Cunha, incentrato sul popolo Yamomani, un film-monito per la sopravvivenza dell’umanità, che mostra l’urgenza di problemi attuali a cui il Laceno d’Oro non è mai stato indifferente, e Luce di Silvia Luzi e Luca Bellino, interamente girato nella provincia di Avellino, con una grande prova d’attrice di Marianna Fontana.

Le matinées dedicate alla scuola si sono chiuse il 6 dicembre con la proiezione di Iddu di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, a cui è seguito l’incontro con l’autore e con Pietro Grasso che ha spiegato agli studenti chi era Matteo Messina Denaro.

Nel programma di questa edizione, è tornata anche la retrospettiva dedicata al cinema tedesco, in collaborazione con ACIT (Associazione Culturale Italo-Tedesca), Affinità elettive. Letteratura e cinema, una rassegna trasversale, con i registi che hanno segnato l’evoluzione dell’arte cinematografica dagli anni settanta, come Rainer Werner Fassbinder e Volker Schlöndorff.

La 49esima edizione del Laceno d’Oro International Film Festival di Avellino ha omaggiato quest’anno, domenica 8 dicembre, uno degli attori e autori più talentuosi del panorama italiano e internazionale,

Valerio Mastandrea

Valerio Mastandrea.

Consacrato nel 1998 dall’Odore della Notte di Claudio Caligari, di cui ha prodotto Non essere cattivo (2015), Mastandrea è uno dei volti più amati e versatili del cinema d’autore e popolare. Interprete sensibile per Marco Bellocchio (Fai bei sogni, 2026), Abel Ferrara (Pasolini, 2014, Zeros and Ones, 2021), Claudio Giovannesi (Fiore, 2016), Daniele Gaglianone (Ruggine, 2011, La mia classe, 2013) tra gli altri, ha portato al successo film come Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (2016), la serie dei Diabolik dei Manetti Bros, e l’acclamato C’è ancora domani di Paola Cortellesi (2023).

Passato dietro la macchina da presa nel 2005 per il corto Trevirgolaottantasette incentrato sulle morti nei luoghi di lavoro, prosegue l’esperienza registica con l’originale Ride (2018), interpretato da Chiara Martegiani, fino all’intenso e sorprendente Nonostante (2024) che ha aperto la sezione Orizzonti dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

In occasione dell’omaggio che il Laceno d’Oro gli ha dedicato, nell’ultimo weekend del festival, sono stati proiettati Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e Cinema di Claudio Caligari di Simone Isola e Fausto Trombetta (2019), dedicato a una delle figure che più lo hanno formato e influenzato, e Ride (2018), a cui è seguita, sabato 7 dicembre, una masterclass di Arnaud Desplechin, aperta al pubblico per raccontare la sua idea di cinema e ripercorrere la sua carriera.

Tutti i premi 2024:

Premio “Laceno d’Oro 49”
The Cats of Gokogu Shrine, di Kazuhiro Soda

Menzione Speciale
A Savanha e a Montana di Paulo Carneiro

Premio Miglior Film nella sezione “Gli occhi sulla città”
Quando a Terra Foge di Frederico Lobo

Menzione Speciale
Street Light di Romain Dumont

Premio Laceno d’Oro Spazio Campania “Chiara Rigione”
Si dice di me di Isabella Mari

Menzione Speciale della Giuria “Spazio Campania” 2024
Ciao Bambino di Edgardo Pistone

Red Couch Award per la distribuzione
Cianuro di Eleonora Mastropietro

Premio Supercinema
3MWh di Marie-Magdalena Kochová

Premio del pubblico “Franca Troisi”
We Are Inside di Farah Kassem

Menzione Speciale
Rising up at Night di Nelson Makengo

Premio del pubblico “Spazio Campania”
Oltre Ischia di Luca Ciriello

Menzione speciale
La Notte è un Giorno Dispari di Vincenzo Giordano

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