
“Memoria, voci per non dimenticare”: Performance a Benevento per la Shoah
Ottima l’esecuzione della Compagnia del Balletto, che si è tenuta il 27 gennaio presso la Stazione Centrale, apprezzata ed applaudita dal pubblico intervenuto.
Venerdì 27 gennaio 2023, alle ore 18.30, la Compagnia Balletto di Benevento, in collaborazione con il dipartimento di musica elettronica del Conservatorio Nicola Sala, ha presentato: MEMORIA, Voci per non dimenticare, una performance che si è tenuta alla Stazione Centrale di Benevento, ad ingresso è libero.
Le coreografie sono state di Carmen Castiello e Giselle Marucci; i solisti: Giselle Marucci, Mirko Melandri, Alessandro Amoroso e Maria Chiara Tedesco; le musiche a cura del Conservatorio Nicola Sala – Dipartimento di musica elettronica, direttore Giosuè Grassia, con Renato Esposito, Valentino Santarcangelo, Michelangelo Pepe; la regia e i testi di Linda Ocone, mentre la Voce recitante è stata Maurizio Tomaciello con la partecipazione degli allievi del laboratorio teatrale da lui diretto: Mariarita Bianchini, Laura Febbraro e Giulia Ocone.
L’evento è stato reso possibile grazie al Direttore Fabio Rapuano e al personale tutto delle Ferrovie dello Stato della Stazione Centrale di Benevento, in particolare a Rino Checola.
La storia di questa giornata, la giornata della memoria, dovrebbe essere nota e ricordata, appunto, a tutti, giovani, anziani, adulti, e bambini, perché rappresenta la storia di tutti noi, la storia dell’umanità. Fu istituita il 27 gennaio del 2005 dall’ONU, dal momento che, nel corso degli eventi che segnarono la fine della seconda guerra mondiale, tale giornata coincise con l’arrivo delle truppe sovietiche nel campo di sterminio di Auschwitz.
In quel momento, il mondo intero apriva gli occhi sulla tragedia dell’olocausto e, con esso, sullo sterminio di milioni di persone innocenti.
“Il nostro ‘viaggio’– ha raccontato Carmen Castiello – è stata una lettura profonda, introspettiva che immerge lo spettatore nell’inferno della partenza verso i campi di concentramento e della loro tragica realtà. Una realtà ancora incomprensibile nelle sue mille sfaccettature e nella sua gerarchia di morte: la vita grigia, il dolore fisico e psichico, la paura, rivivono nella musica, nei gesti e nelle parole della performance. Con questo viaggio nella memoria abbiamo voluto ricordare a noi stessi l’orrore e lo scempio di cui siamo stati artefici, ma nello stesso tempo abbiamo donato a noi anche la possibilità di imparare, capire ed amare… meglio e più profondamente… solo ricordando saremo in grado di migliorarci”.

















