
MUGNANO DEL CARDINALE HA CELEBRATO IL 4 NOVEMBRE
Da CORDAD'ARTE(rivista storico-artistica-ambientale di Mugnano del Cardinale)
E’ la giornata dell’Unita nazionale e si celebrano le forze armate. Venne firmato l’armistizio di Villa Giusti evento che nel nostro Paese si fa generalmente coincidere con la fine della Prima guerra mondiale.
Il 4 novembre a Mugnano e in tutta Italia si ricorda l’Armistizio di Villa Giusti che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste e portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale.
Il 4 novembre del 1918 terminava la Prima Guerra Mondiale. Per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto”, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu dichiarato Festa nazionale.
In questa giornata si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi.
Con queste righe, noi vogliamo ricordare NICOLA D’ANDREA. Maestro di Scuola Elementare a Mugnano del Cardinale e fiduciario nella stessa dal 1936 al 1953. Podestà del Comune nel 1935 e, con somme già elargite da tempo dall’illustre nostro concittadino residente in America il Cav. Dott. Gennaro Ippolito, inaugurò la lapide in onore dei caduti in guerra del 1915-18 affissa sul frontespizio dell’edificio della Casa Comunale.
……………………….”non appena dalle superiori Autorità mi venne affidato l’Amministrazione del nostro Comune, dice il D’Andrea nel discorso di inaugurazione del monumento, il mio pensiero fu quello di non ritardare più oltre l’assolvimento di questo nostro dovere verso colore che sacrificarono la giovane età per la grandezza della Patria. Quale ex combattente e fratello di un caduto in guerra, ho voluto che Mugnano togliesse dall’oblio i nomi di questi gloriosi figli e li incidesse su questa bianca lapide in rosso, come il rosso sangue che essi versarono per la Patria”.

Il 30 giugno del 1915 Nicola D’Andrea era già al fronte e dal fronte, in una trincea, scrive alla Mamma: (30 giugno 1915) Si chiude questo primo mese di guerra con gran fatto d’armi: la presa della prima collina tra Monfalcone e S. Pietro all’Isonzo. Fin da mezzanotte i cannoni rombano incessantemente. Il tempo è pessimo e una fitta pioggia cade dal cielo. Verso le otto del mattino i nostri cannoni incominciano a farsi più radi e, da lontano, una collina in preda alle fiamme…………..(3 luglio 1915) Oggi è una giornata bellissima. Verso le dieci giunge in prima linea il Re, che da tutti i soldati è fatto segno alle più vive acclamazioni. Più tardi uno squadrone di cavalleria accompagna verso le retrovie una settantina di prigionieri. (13 luglio 1915) Oggi mi giunge la notizia che mio fratello Domenico, studente della facoltà di ingegneria, è partito anch’egli soldato ed è stato aggregato al plotone allievi ufficiali presso il 62° Reggimento Fanteria a Parma. (Penso all’impressione che avrà provocato al quel caro giovanotto nel vedersi per la prima volta lontano dalla famiglia) … (penso infine alla cara mamma mia e al dolore che avrà provato nel vedere partire per la guerra un altro dei suoi figli. Il cervello mi brucia ed un incubo mi opprime) “come sappiamo Domenico D’Andrea muore al fronte colpito da una scheggia” (30 luglio 1915). Verso le nove passano per Turriaco i superstiti del valoroso 15° Reggimento di fanteria. Portano marcate nel viso l’impronta dei patimenti sofferti. Con grande mia gioia, riconosco due miei paesani: erano il papà del dott. Girolamo Bianco e suo fratello. Nel vedermi esultano per la contentezza e nello stringermi la mano mi narrano le loro sofferenze…

















